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Mentre tutti corrono verso le coste adriatiche, nell’entroterra del Montenegro c’è una città che si autodefinisce con orgoglio la patria di “birra, acciaio e rock’n’roll” — e in qualche modo, molto montenegrino, la combinazione funziona. Nikšić è la seconda città del paese, un capoluogo industriale e universitario adagiato in un’ampia conca circondata da montagne, con un passato antichissimo: prima di prendere il nome attuale si chiamava Onogošt, ed era una fortezza che ha attraversato romani, bizantini, slavi e ottomani.
Qui niente folle né venditori di souvenir, e forse è proprio questo il suo fascino. Tra la fortezza di Bedem oggi diventata palcoscenico rock, la piazza voluta da Re Nikola, una cattedrale luminosa, il birrificio della celebre Nikšićko Pivo e il lago di Krupac — che i locali chiamano affettuosamente il loro “mare” — ti racconto cosa vedere, quando andare, come arrivare e dove si trova.
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Cosa vedere a Nikšić
Nikšić è una città che si gira a piedi, con le attrazioni principali raccolte attorno al centro pianificato di epoca austro-ungarica e qualche gioiello poco fuori. Nel cuore urbano svettano la Cattedrale di San Basilio di Ostrog, il Palazzo del Re Nicola con il suo Museo cittadino e il Lapidario di stele medievali, la grande piazza e il monumentale Dom Revolucije. A dominare la città dall’alto c’è la Fortezza di Bedem, edificata sulle rovine dell’antica Onogošt romana, mentre la collina boscosa di Trebjesa offre il miglior punto panoramico. Poco lontano ti aspettano il Ponte dell’Imperatore (Carev Most), il Ponte Romano sul fiume Moštanica, i laghi di Krupac e Slano e le birrerie tradizionali che hanno reso Nikšić la capitale della birra in Montenegro. Ecco cosa merita la visita.
La fortezza di Bedem, l’antica Onogošt

Arroccata su un’altura che domina la città, la fortezza di Bedem ha una storia molto più lunga di quanto sembri. Non è un’opera ottomana, come spesso si racconta, ma una fortezza di origine romana: nata come accampamento militare nel IV secolo, divenne la tardo-antica Anagastum e poi la medievale Onogošt, centro di una contea slava. Gli ottomani la conquistarono nel 1455, la ricostruirono e la tennero per oltre quattro secoli come caposaldo militare, finché l’esercito montenegrino non liberò la città nel 1877. Oggi delle mura restano sei torrioni e il nucleo più antico, il “Castel”, e quello che un tempo era il cortile d’armi è diventato un suggestivo teatro all’aperto: è qui che si tiene il Bedem Fest, e un piccolo café permette di bere un caffè dove un tempo montavano la guardia i soldati. Dalla sommità, la vista spazia su tutta la valle.
Piazza della Libertà e la statua di Re Nikola
Tutto il centro di Nikšić ruota attorno a Trg Slobode, la Piazza della Libertà, ed è un centro che ha una storia particolare: dopo la liberazione, Re Nikola affidò il disegno della città all’architetto croato Josip Slade, che nel 1883 la ridisegnò secondo un elegante piano a raggiera, una sorta di ragnatela di strade che converge proprio qui. La piazza, di sapore austro-ungarico, è dominata dall’imponente statua equestre di Re Nikola I Petrović-Njegoš, e nelle sere d’estate diventa il salotto all’aperto della città, dove intere generazioni si mescolano fino a tarda ora. È il cuore pulsante di Nikšić, e il posto giusto per ordinare il primo boccale di birra locale.
Il Palazzo di Re Nikola e il museo civico
A pochi passi dalla piazza sorge il Palazzo di Re Nikola, costruito nel 1890 come residenza reale ma, curiosamente, usato pochissimo dal sovrano, che di palazzi ne aveva già parecchi tra Cetinje, Bar e Podgorica. Oggi ospita lo Zavičajni muzej, il museo civico del territorio, e la trasformazione è riuscita: l’edificio ha finalmente uno scopo all’altezza della sua dignità. Le sale documentano la storia della zona con sorprendente vivacità, dalla sezione preistorica con le selci del III millennio a.C. fino alle armi decorate, all’ala etnografica e ai cimeli delle guerre più recenti. All’esterno si possono osservare alcuni stećci, le misteriose pietre tombali medievali scolpite diffuse in tutto il nord del Montenegro e oltre il confine bosniaco.
La cattedrale di San Basilio
Sulla cima di una collina coperta di pini, vicino al museo, svetta la Saborna crkva, la cattedrale ortodossa di Nikšić, costruita alla fine dell’Ottocento e dedicata a San Basilio di Ostrog — lo stesso santo del celebre monastero nella roccia. La posizione non è casuale: da lassù domina tutta la città, a ricordare che, tra fabbriche e birrifici, qui c’è anche spazio per l’anima. L’interno sorprende per la luce che inonda l’ambiente dalla cupola centrale, mentre il vero gioiello è l’iconostasi, dipinta in stile realista popolare a inizio Novecento. Le icone più belle ritraggono i santi locali, Pietro di Cetinje e Basilio di Ostrog, rappresentati non come figure eteree e distanti, ma quasi come persone che potresti incontrare per strada.
Il monastero di Ostrog

A una quindicina di chilometri dalla città, letteralmente incastonato in una parete di roccia verticale, si trova il monastero di Ostrog, il luogo di pellegrinaggio più importante di tutto il Montenegro, meta ogni anno di centinaia di migliaia di fedeli. È una delle visite imperdibili della zona e merita un capitolo a parte: gli ho dedicato una guida tutta sua.
Nikšićko Pivo: la capitale della birra montenegrina

Se Nikšić ha un simbolo, è la sua birra. La Nikšićko Pivo si produce qui dal 1896, ai piedi della collina di Trebjesa, ed è la birra nazionale del Montenegro: non semplicemente una bevanda, ma un vero tratto identitario della città, orgoglio civico prima ancora che prodotto. Insieme alla storica acciaieria, il birrificio ha plasmato il carattere operaio e schietto di Nikšić, completando quel trittico di “birra, acciaio e rock’n’roll” con cui la città ama presentarsi. Ed è proprio la musica la terza gamba di questa identità: tra il Bedem Fest tra le mura della fortezza e il Lake Fest sulle rive del lago, d’estate Nikšić diventa una delle capitali della scena rock del paese. Ordinare una Nikšićko ghiacciata in un locale di Trg Slobode è, a suo modo, il modo più autentico di entrare nello spirito della città.
Il lago di Krupac e i laghi di Nikšić
A pochi minuti dal centro, il lago di Krupac è quello che i nikšićani chiamano il loro “mare”. Non è un bacino naturale ma il prodotto di una diga idroelettrica che, insieme ai vicini laghi di Slano e Vrtac, ha trasformato la conca attorno alla città in un’area ricreativa amatissima. Quello che gli ingegneri non avevano previsto è che stavano creando un piccolo paradiso: una spiaggia sabbiosa che degrada dolcemente, acqua limpida e tiepida d’estate, perfetta per famiglie, nuotatori e per chi noleggia un kayak al tramonto. È qui che si tiene il Lake Fest, uno degli eventi musicali più importanti del Montenegro, con un palco galleggiante montato in mezzo all’acqua: la musica che risuona sul lago e le luci riflesse sulla superficie ne fanno un’esperienza difficile da dimenticare.
Dove dormire a Nikšić
Nikšić non è una meta turistica nel senso classico, ed è bene saperlo prima di cercare dove dormire: è la seconda città del Montenegro, un centro vivo e di passaggio più che una località da vacanza, e l’offerta lo rispecchia. Troverai soprattutto hotel di città, guesthouse e appartamenti nel centro o nelle sue vicinanze, pensati più per chi è di passaggio che per chi cerca il resort. È proprio questo a renderla una base comoda e spesso più economica delle località costiere: dormendo a Nikšić sei a un passo dal Monastero di Ostrog, dai laghi balneabili di Krupac e Slano e dalle strade che salgono verso il nord e il Durmitor, il che la rende un punto d’appoggio strategico se stai esplorando l’interno del paese in auto.
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Come arrivare a Nikšić
Nikšić si trova nel cuore del Montenegro, a una cinquantina di chilometri da Podgorica, ed è ben collegata: in auto dalla capitale bastano circa quarantacinque minuti, e numerosi autobus di linea fanno la spola con Podgorica e con le altre città del paese. Lungo la vecchia strada che sale da Danilovgrad, vale la pena fermarsi a vedere il Carev Most, il “Ponte dell’Imperatore” sul fiume Zeta: 269 metri e diciotto arcate progettati dallo stesso Josip Slade e completati nel 1894, finanziati dallo zar russo Alessandro III. Da Nikšić, infine, partono le strade per Ostrog, per il Parco Nazionale di Durmitor e per il nord montenegrino.
Quando andare a Nikšić
Nikšić dà il meglio in estate, quando i laghi si animano e i grandi festival — il Lake Fest a Krupac, il Bedem Fest nella fortezza — riempiono la città di musica. Trovandosi nell’entroterra, a quota più elevata rispetto alla costa, ha un clima più continentale: gli inverni sono freddi e a volte nevosi, mentre la primavera e l’autunno, con le loro temperature miti, sono ideali per visitare il centro, la cattedrale e il vicino monastero di Ostrog con calma. Per la balneazione e la vita all’aperto, però, è l’estate il momento giusto.
Dove si trova Nikšić
Nikšić sorge in un’ampia piana carsica dell’entroterra montenegrino, il Nikšićko polje, circondata da montagne e adagiata ai piedi della collina di Trebjesa. È un crocevia naturale tra la costa adriatica e gli altopiani del nord, e proprio questa posizione strategica spiega perché, già in epoca romana, qualcuno avesse scelto questo punto per costruirvi una fortezza. Oggi quella centralità ne fa una base comoda per esplorare il Montenegro interno, lontano dalle rotte più battute del turismo balneare.






