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Se c’è un luogo che racchiude l’essenza più intima del Montenegro, quelle sono le Bocche di Cattaro, in montenegrino Boka Kotorska: una baia di acque calme color cobalto incastonata tra le ripide montagne delle Alpi Dinariche, dove i versanti precipitano dritti nel mare e i borghi medievali che la circondano si specchiano nell’acqua. Soprannominata “la sposa dell’Adriatico” e tutelata dall’UNESCO, è un susseguirsi di insenature, fortezze veneziane, chiese e monasteri che ne fanno uno degli angoli più scenografici e affascinanti del Mediterraneo.
Tra la città fortificata di Kotor, la barocca Perast con le sue due isole — San Giorgio e Gospa od Škrpjela — l’antichissima Risan, la solare Herceg Novi all’imbocco della baia, la moderna Tivat con la sua marina di Porto Montenegro e la celebre strada panoramica a tornanti che sale verso il Lovćen, c’è di che riempire più di una vacanza. Ti racconto cos’è, un po’ della sua storia, cosa vedere, quando andare e come arrivare.
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Cosa sono e dove si trovano le Bocche di Cattaro
Le Bocche di Cattaro si trovano nel Montenegro sud-occidentale, a pochi chilometri dal confine croato, e formano l’estremità più meridionale di quella che storicamente era la Dalmazia. Spesso vengono descritte come “l’unico fiordo del Mediterraneo”, ma in realtà non sono un fiordo bensì una ria: un’antica valle fluviale invasa dal mare. Si compone di quattro baie collegate tra loro — quelle di Herceg Novi, Tivat, Risan e Kotor — che disegnano una forma vagamente simile a una farfalla, con il canale d’ingresso a fare da corpo e i bacini da ali. La superficie sfiora gli 87 km² e la profondità arriva ai 60 metri, mentre tutt’intorno si innalzano i massicci dell’Orjen, a ovest, e del Lovćen, a est, che superano i 1.700 metri. Questo straordinario insieme di natura e storia è patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1979.
Un po’ di storia su Boka Kotorska
La baia è abitata fin dall’antichità: a Risan sorgeva Rhizon, capitale della regina illirica Teuta. Qui affonda le radici anche la Marina delle Bocche (Bokeljska Mornarica), confraternita marinara che si fa risalire all’809 ed è considerata una delle più antiche organizzazioni del genere al mondo. Per secoli le Bocche furono un possedimento della Repubblica di Venezia, che ne plasmò i borghi e ne fece un fiorente centro marittimo, prima di passare sotto l’Impero austro-ungarico. Proprio in epoca austro-ungarica il porto naturale divenne un’importante base navale, teatro nel febbraio del 1918 di un celebre ammutinamento dei marinai. Durante la Seconda guerra mondiale, infine, l’area della baia fu annessa al Regno d’Italia. Sono questi strati di storia — veneziana, di frontiera ottomana e austro-ungarica — a dare ai paesi della Boka il loro fascino stratificato.
Cosa vedere alle Bocche di Cattaro
La baia si svela come un susseguirsi di scenari: cittadine fortificate, isolotti con santuari, antiche fortezze e strade panoramiche a strapiombo sull’acqua. Si va dalla solare Herceg Novi all’imbocco del golfo alla barocca Perast con le sue isole, dall’antichissima Risan alla mondana Tivat, fino al gioiello di Kotor in fondo alla baia. Sono così tante le mete che la sensazione è di non avere mai abbastanza tempo: a molte ho dedicato una guida a parte, qui trovi una panoramica per orientarti.
Kotor

Cuore della baia, Kotor è una città fortificata medievale racchiusa da possenti mura veneziane che si arrampicano sulla montagna fino alla fortezza di San Giovanni. Dentro le mura, un dedalo di vicoli e piazzette in pietra conduce alla cattedrale di San Trifone, consacrata nel 1166 e dedicata al patrono della città, e alla torre dell’orologio del 1602. È il borgo più vivace e visitato delle Bocche, animato anche da festival estivi come il KotorArt.
Perast

Poco più avanti lungo la baia, Perast è una minuscola e raffinata cittadina barocca di poche centinaia di abitanti, che vanta un numero sorprendente di chiese e palazzi nobiliari per le sue dimensioni. La dominano il campanile della chiesa di San Nicola e, dall’alto, la fortezza veneziana di Santa Croce. Ma il suo simbolo sono le due isolette che le galleggiano davanti.
Le isole di San Giorgio e Gospa od Škrpjela

Di fronte a Perast sorgono due isole molto diverse tra loro. San Giorgio (Sveti Đorđe) è un’isola naturale, raccolta attorno a un monastero benedettino e a un cimitero ombreggiato da cipressi secolari, dall’atmosfera solenne e un po’ malinconica. Gospa od Škrpjela, la Nostra Signora delle Rocce, è invece un’isola artificiale: secondo la leggenda nacque nel 1452, quando dei marinai trovarono un’icona della Vergine su uno scoglio e iniziarono a gettare pietre in mare a ogni ritorno fortunato, fino a formare l’isolotto. Qui vi sorge un santuario ricco di ex voto e con un celebre arazzo ricamato da una donna di Perast nell’arco di venticinque anni. Ogni 22 luglio si rinnova la Fasinada, quando le barche tornano a gettare sassi attorno all’isola.
Risan

Risan è l’insediamento più antico della baia: l’antica Rhizon illirica e poi la romana Risinium. La sua attrazione principale è la villa romana con i suoi splendidi mosaici — tra cui l’unico al mondo che raffigura Ipnos, il dio del sonno — scoperta nel secolo scorso e appartenuta a un patrizio tra il I e il II secolo d.C. Meritano una sosta anche il monastero di Banja, affacciato sul mare, e la chiesa ortodossa di San Pietro e Paolo.
Herceg Novi

All’imbocco delle Bocche, Herceg Novi è la città più soleggiata del Montenegro, fondata nel 1382 dal re bosniaco Tvrtko I. Il suo passato di frontiera è raccontato dalle fortezze che la dominano — Forte Mare, la Kanli Kula e la Španjola — mentre il centro storico è un susseguirsi di scalinate e vegetazione lussureggiante (è soprannominata la città del verde e delle mimose). Poco distante si trova Igalo, la rinomata cittadina termale della baia.
Tivat e Porto Montenegro

La più giovane e moderna delle città della baia è Tivat, famosa ormai soprattutto per Porto Montenegro, la marina di lusso sorta sull’area dell’ex Arsenale navale, oggi regno di yacht, boutique e ristoranti d’alta gamma. Da non perdere il Museo del Patrimonio Navale, con i suoi sottomarini jugoslavi, e le isole della baia di Tivat, da Sveti Marko all’isola dei Fiori (Prevlaka).
La serpentina di Kotor
Per ammirare le Bocche dall’alto, niente batte la vecchia strada panoramica che da Kotor sale verso il Lovćen con una serie di stretti tornanti — circa venticinque — progettata dall’ingegnere croato Josip Slade. A ogni curva si apre uno scorcio mozzafiato sulla baia, in un crescendo che culmina con la vista dall’alto su tutto il golfo. La strada conduce al Parco Nazionale del Lovćen, esteso per circa 6.200 ettari, dove si trova il mausoleo del poeta-principe Njegoš.
Le spiagge delle Bocche di Cattaro

Chi cerca le Bocche di Cattaro per il mare deve mettere in conto spiagge perlopiù di ciottoli, raccolte e incassate sotto le montagne, con acque calme e cristalline. Tra le più belle ci sono Bajova Kula, immersa nel verde sulla strada per Perast, Orahovac, soleggiata e circondata dalla macchia mediterranea, e Morinj, dove i vecchi mulini sono diventati ristoranti. Per chi cerca la sabbia, c’è la piccola Trsteno, mentre i grandi arenili sabbiosi si trovano oltre la baia, sulla costa aperta verso Budva e sulla penisola di Luštica.
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Come arrivare alle Bocche di Cattaro
Le Bocche di Cattaro sono facili da raggiungere. In auto, la via più panoramica arriva dalla Croazia lungo la costa, aprendosi all’improvviso sul blu della baia. Dall’Italia si può prendere il traghetto da Bari o Ancona fino a Bar, e proseguire poi in autobus fino a Kotor in poco più di un’ora. L’opzione più rapida resta l’aereo: l’aeroporto di Tivat si trova proprio sulla baia, mentre quelli di Podgorica e di Dubrovnik, in Croazia, sono valide alternative. Una volta sul posto, il traghetto tra Lepetane e Kamenari, che attraversa lo stretto delle Verige, permette di tagliare il giro della baia e risparmiare tempo.
Quando andare alle Bocche di Cattaro
Le Bocche di Cattaro sono splendide tutto l’anno, ma danno il meglio in primavera e all’inizio dell’autunno, quando il clima è mite, la natura è rigogliosa e i borghi non sono affollati. L’estate, tra giugno e settembre, è la stagione del mare e degli eventi, ma anche quella in cui Kotor si riempie di turisti e navi da crociera. L’inverno, grazie al clima mediterraneo mitigato dal mare, resta dolce e regala una baia silenziosa e suggestiva.










