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C’è una ferita turchese che spacca il nord del Montenegro per oltre 80 chilometri, scavata da un fiume così limpido da essere soprannominato la “lacrima d’Europa”: è il Canyon del Tara, il più profondo del continente e, secondo la lettura più diffusa, secondo al mondo solo dopo il Grand Canyon. Protetto dall’UNESCO all’interno del Parco Nazionale del Durmitor, è uno di quei luoghi che il cervello fatica a elaborare finché non ti affacci dall’orlo e vedi l’acqua scorrere centinaia di metri più in basso.
Ma il canyon è molto più di una gola spettacolare. C’è il celebre ponte Đurđević con la sua zip line sospesa nel vuoto, il rafting tra rapide e pareti vertiginose, le cascate di travertino di Bailovića Sige, la foresta vergine di Crna Poda con i suoi pini secolari e curiosità geologiche come il Ljutica, il fiume più corto d’Europa. Ti racconto cosa vedere e fare, dove dormire, come arrivare e dove si trova.
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Cosa vedere e fare al Canyon Tara
Il Canyon del Tara si vive da più angolazioni, ognuna con il suo brivido: dall’alto, attraversando lo storico ponte Đurđević o lanciandosi sulla zip line sospesa nel vuoto; sull’acqua, scendendo le rapide del fiume in gommone; o a piedi, tra cascate nascoste, foreste vergini e sentieri panoramici a picco sull’abisso. Ecco tutte le tappe e le esperienze da non perdere.
Il canyon e la “lacrima d’Europa”

Con una profondità che tocca i 1.333 metri, il Tara è il canyon più profondo d’Europa: è come se qualcuno avesse sepolto un grattacielo di quaranta piani e ci avesse fatto scorrere sul fondo acqua color turchese. Il soprannome di “lacrima d’Europa” non è solo marketing: il fiume è così puro da essere potabile lungo gran parte del corso, una rarità per un fiume europeo. I colori dell’acqua cambiano con la luce del giorno, dal turchese acceso di mezzogiorno alle tonalità più cupe del mattino, e i punti panoramici lungo il percorso offrono scorci difficili da descrivere a parole.
Il ponte Đurđević

Progettato dall’ingegnere Mijat Trojanović e completato nel 1940 per il Regno di Jugoslavia, il ponte Đurđević è un elegante arco di cemento lungo 365 metri, con cinque campate e un arco principale di 116 metri, sospeso a circa 170 metri sopra il fiume. Collega le località di Budečevica e Trešnjica ed è uno dei simboli del Montenegro. Ha anche una storia drammatica: fu fatto saltare durante la Seconda guerra mondiale per fermare l’avanzata nemica, e poi ricostruito nel 1946. Negli anni Settanta fece da set al film bellico “Force 10 from Navarone” (1978), con Harrison Ford nel cast.
La zip line sul canyon

Oggi il ponte è famoso soprattutto per un altro motivo: ci puoi volare sopra. Diverse zip line attraversano la gola, da quelle più brevi di circa 350 metri fino alla più lunga, che sfiora i 1.200 metri ed è pubblicizzata come una delle più lunghe d’Europa. Il volo dura circa tre minuti — contemporaneamente i più lunghi e i più corti della tua vita — con la vista che precipita sul fondo del canyon più profondo d’Europa. È diventata così richiesta che conviene prenotare in anticipo.
Il rafting sul fiume Tara

Se la zip line è adrenalina dall’alto, il rafting lo è dal basso. La discesa classica va da Brštanovica a Šćepan Polje, circa 18 chilometri percorribili in due-tre ore, tra rapide di classe III-IV abbastanza vivaci da farti gridare ma non da richiedere esperienza: le guide fanno il lavoro duro. Lungo il tragitto si passa sotto il ponte, ci si ferma per nuotare nell’acqua cristallina e si raggiungono angoli del canyon invisibili da terra, prima che il Tara si getti nella Drina, al confine con la Bosnia. Non a caso il fiume ha ospitato competizioni internazionali di rafting. Le discese si fanno da maggio a ottobre, con le acque più impetuose tra maggio e giugno.
Le cascate di Bailovića Sige e la Šipčanica
Sulla sponda destra del Tara, le cascate di Bailovića Sige si gettano per una trentina di metri lungo una parete verde, alimentate da una sorgente che nasce poco distante, nella grotta di Bučevića, dove le stalattiti sono cresciute per secoli goccia dopo goccia. Poco lontano, la Šipčanica scende verso il Tara in decine di piccole cascate con pozze naturali sotto, ed è considerata uno dei luoghi più belli e fotografati dell’intero canyon: è la classica sosta del rafting per una nuotata (gelida) e qualche scatto. Entrambi i siti si raggiungono al meglio dall’acqua, durante la discesa.
La foresta vergine di Crna Poda
Affacciata sul canyon, la foresta di Crna Poda è una delle ultime foreste vergini di pino nero in Europa: una ventina di ettari mai toccati dall’uomo, dove gli alberi superano i quattrocento anni e si slanciano fino a quasi cinquanta metri d’altezza. Camminare qui sotto, in un silenzio rotto solo dal vento, è come entrare in una stanza segreta della natura — questi pini hanno visto passare l’Impero ottomano e due guerre mondiali, e continuano a crescere imperturbabili. È protetta come un tesoro, e a ragione.
Il fiume Ljutica
A poca distanza dal ponte, sulla sponda sinistra, sfocia nel Tara il Ljutica, accreditato come il fiume più corto e potente d’Europa: appena 130 metri di lunghezza, eppure così impetuoso da essere chiamato anche “fiume bianco” per la spuma con cui esplode dalla roccia. Sgorga da una sorgente nella parete del canyon e si getta nel Tara dopo un brevissimo, rumoroso tragitto: una curiosità geologica che strappa un sorriso, perché in un mondo dove tutto è catalogato ecco un fiume che potresti quasi attraversare con un salto.
Sušica, Draga e il canyoning
Tra i quattordici affluenti del Tara, Sušica e Draga restano i più selvaggi. La Sušica scorre per una quindicina di chilometri in un canyon stretto e drammatico, ideale per il canyoning; la Draga, affluente di destra, nasce dalle pendici del Ljubišnja. Sono fiumi carsici con tendenza a sparire sottoterra negli inghiottitoi, per riapparire più a valle — un comportamento che tiene occupati gli idrogeologi e affascina tutti gli altri. Per chi cerca avventura più che comfort, sono il territorio giusto.
Dove dormire nei pressi del Canyon Tara
La base più comoda per esplorare il canyon è Žabljak, la cittadina di montagna più alta dei Balcani, con hotel, eco-lodge, appartamenti e campeggi a misura di ogni budget. È anche il punto di partenza per il resto del Durmitor, quindi ideale per fermarsi più giorni. In alternativa, lungo il canyon e nei pressi del ponte ci sono diversi camp di rafting che offrono bungalow e pernottamento, perfetti per chi vuole svegliarsi a un passo dal fiume e iniziare la discesa di prima mattina.
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Come arrivare al Canyon Tara
Il Canyon del Tara si raggiunge facilmente, soprattutto in auto. Dall’Italia il modo più rapido è volare a Podgorica da Roma o Milano (circa due ore), noleggiare un’auto e mettere in conto due-tre ore di strada tra paesaggi spettacolari; in alternativa, chi ama i viaggi on the road può guidare da Trieste in circa otto-dieci ore. Il punto di accesso più popolare è il ponte Đurđević, da cui partono zip line e rafting; un’alternativa più organizzata, ma più lontana, è il centro visitatori di Žabljak. Per il parcheggio, conviene arrivare presto: dopo le dieci del mattino, vicino al ponte trovare posto diventa un’impresa.
Dove si trova il Canyon Tara
Il Canyon del Tara si trova nel Montenegro settentrionale, scavato dal fiume omonimo lungo il confine del Parco Nazionale del Durmitor, e nel suo ultimo tratto segna il confine con la Bosnia-Erzegovina, dove il Tara confluisce nella Drina. Il ponte Đurđević, suo accesso più celebre, sorge all’incrocio tra Mojkovac, Žabljak e Pljevlja. Podgorica, la capitale, dista circa 130 chilometri verso sud: una posizione montana e remota che è parte stessa del fascino di questo angolo selvaggio del paese.








