![]()
Sono sempre stato convinto che il fascino di un luogo non stia solo in ciò che vedi, ma in tutto quello che si nasconde dietro ogni pietra posata dall’uomo. E poche storie, in Montenegro, sono peculiari quanto quella dell’isolotto di Nostra Signora delle Rocce — Gospa od Škrpjela, in montenegrino — la chiesetta dalla cupola azzurra che galleggia su un isolotto artificiale davanti a Perast, nel cuore delle Bocche di Cattaro. Davanti a tante isole dell’Adriatico ci si limita a uno sguardo distratto; questa, invece, ti racconta cinque secoli di devozione, leggende e arte barocca, se solo hai voglia di ascoltarla.
Quello che rende speciale la Madonna dello Scalpello, come la chiamano anche i turisti italiani, è che non è nata dalla natura ma dalle mani dei marinai di Perast, che pietra su pietra hanno costruito un’isola dal nulla. Su quei tremila metri quadrati strappati al mare sorgono il santuario mariano, un piccolo museo e una collezione di tesori — i 68 dipinti di Tripo Kokolja, l’arazzo intessuto di capelli, gli ex voto d’argento dei naviganti — che fanno di questo scoglio uno dei luoghi più suggestivi del Golfo. Ti racconto cosa vedere, da dove nasce la leggenda e come arrivarci.
I migliori hotel a Perast

Heritage Grand Perast *****

Conte Hotel ****

Hotel Admiral ****
Cosa vedere su “nostra signora delle rocce”

L’isola di Nostra Signora delle Rocce si visita in poche ore, ma concentra in pochissimo spazio una quantità sorprendente di storia e di arte. C’è la leggenda della sua fondazione, con il rito della Fašinada che ancora oggi la tiene viva; c’è la chiesa barocca con i suoi tesori; e c’è, soprattutto, il paesaggio delle Bocche di Cattaro che la circonda. Ecco cosa non perderti.
La leggenda di Nostra Signora delle Rocce
Si racconta che il 22 luglio del 1452 due marinai di Perast trovarono, su uno scoglio in mezzo al mare, un’icona della Madonna con il Bambino. La portarono a riva, ma il giorno dopo era sparita: era tornata da sola sulla roccia. Gli abitanti lo interpretarono come il desiderio della Vergine di restare lì, e si ingegnarono per accontentarla nel modo più ambizioso possibile — costruendole un’isola. Per oltre due secoli i pescatori accumularono pietre e affondarono vecchie navi cariche di sassi attorno allo scoglio, finché l’isolotto raggiunse i circa 3.000 metri quadrati su cui poi venne edificata la chiesa.
Quella promessa, sorprendentemente, non si è mai spenta. Ogni anno, la sera del 22 luglio, va in scena la Fašinada: i pescatori di Perast escono in barca al tramonto, in corteo, e gettano sassi attorno all’isola per rinforzarne le fondamenta, esattamente come facevano i loro antenati. È uno di quei riti che ti ricordano come, in certi posti, il passato non sia mai davvero passato.
La chiesa di Gospa od Škrpjela e i suoi tesori

La chiesa che vedi oggi non è quella originaria del 1452: distrutta da un terremoto nel Seicento e ricostruita nel 1632, fu poi ampliata fino al 1722, quando assunse l’aspetto attuale con il caratteristico campanile cilindrico e la cupola azzurra che si intona con il cielo e il mare. L’ultimo restauro risale al 1979, dopo il devastante terremoto che colpì la costa montenegrina.
Dentro, il santuario è uno scrigno. Le pareti e il soffitto sono ricoperti da 68 dipinti barocchi di Tripo Kokolja, artista di Perast, tra cui la monumentale “Morte della Vergine”, lunga dieci metri; accanto all’altare trovi anche una tela di San Rocco attribuita a Tiepolo e quattro grandi opere della scuola genovese. Sull’altare di marmo di Carrara, realizzato dal genovese Antonio Kapelano nel 1796, troneggia l’icona della Madonna delle Rocce dipinta nel Quattrocento da Lovro Dobričević. Ma il pezzo che mi ha colpito di più è l’arazzo votivo di Jacinta Kunić, una donna di Perast che lo ricamò in oro, argento e i propri capelli durante i venticinque anni in cui attese il ritorno del marito partito per mare: lo finì diventando cieca. Tutt’intorno, oltre 2.500 ex voto d’argento raccontano la devozione e le paure di un popolo che dal mare ha sempre tratto vita e lutti.
Le Bocche di Cattaro

Il vero punto di forza di Nostra Signora delle Rocce, però, non sono le mura erette dall’uomo, ma il paesaggio in cui sono immerse. L’isolotto si trova in uno dei luoghi più spettacolari del Montenegro, le Bocche di Cattaro (Boka Kotorska), una ria — spesso chiamata il fiordo più meridionale d’Europa — dove il mare si insinua tra montagne ripide creando insenature di rara bellezza. Il cielo terso, le acque limpide e le cime che vi si specchiano rendono il panorama unico, soprattutto all’alba e al tramonto, quando i colori si sciolgono sull’acqua. Non sorprende che l’intera regione di Kotor sia stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1979: bastano pochi minuti su quello scoglio per capirne il motivo.
Come arrivare all’isola di nostra signora delle rocce

Raggiungere l’isola di Nostra Signora delle Rocce è semplice e fa parte del piacere. Dal lungomare di Perast partono di continuo piccole barche con il traghettatore a bordo che, a prezzi modici, ti portano sull’isola in appena cinque minuti. Il mio consiglio, però, è di non liquidare la visita in mezz’ora: dedica tempo anche a Perast e ai suoi dintorni, perché meritano. Puoi fermarti in uno dei tanti alberghi del golfo e cenare nei ristorantini tipici, scoprendo il Montenegro anche a tavola, tra pesce fresco e cucina locale montenegrina.
I migliori hotel a Perast

Heritage Grand Perast *****

Conte Hotel ****

Hotel Admiral ****
Dove si trova l’isola di nostra signora delle rocce
Nostra Signora delle Rocce è un’isola che sorge a circa 500 metri dalla riva di Perast, l’elegante cittadina barocca affacciata sulle Bocche di Cattaro, nella parte interna del golfo verso la baia di Risan. È una delle due isolette davanti a Perast: l’altra è Sveti Đorđe, l’isola di San Giorgio, naturale e con il suo cipresseto, spesso confusa con la prima ma ben distinta. La cittadina dista pochi chilometri da Kotor e una ventina di minuti d’auto dall’antica Risan, ed è facilmente raggiungibile lungo la strada che costeggia tutta la baia.






