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Ci sono posti che sembrano troppo piccoli per meritare una sosta, e poi ci passi mezza giornata senza accorgerti del tempo. Perast — “Perasto”, per i veneziani che ne fecero il loro orgoglio — è esattamente uno di questi: una manciata di palazzi barocchi schierati lungo la baia di Boka Kotorska, due isolotti che paiono galleggiare sull’acqua e un silenzio che ti fa abbassare la voce senza rendertene conto. Eppure questa cittadina minuscola ha più storia per metro quadrato di molte capitali: in meno di un chilometro contava una ventina di palazzi nobiliari e quasi venti chiese, e i suoi capitani ebbero l’onore di custodire il gonfalone di San Marco nelle battaglie di Venezia.
Tra il campanile più alto delle Bocche, i palazzi degli armatori, il museo marittimo e le sue due isole leggendarie, Perast è uno scrigno barocco affacciato sul mare. Ti racconto la sua storia, cosa vedere, quando andare, come arrivare e dove si trova.
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Un po’ di storia di Perast
Perast deve tutto alla sua posizione: sorge proprio di fronte allo stretto delle Verige, il passaggio più angusto della baia, e chi controllava quel punto controllava il traffico marittimo di tutte le Bocche. Per questo, in epoca veneziana, la piccola città divenne una potenza navale sproporzionata alle sue dimensioni, con una celebre scuola nautica — quella del capitano Marko Martinović, che istruì perfino i nobili inviati dallo zar di Russia — e una flotta di armatori che commerciavano da Costantinopoli a Venezia. Perast seppe anche difendersi: nel 1654 respinse un assedio ottomano, e l’impresa fu cantata in versi dal vescovo-poeta Andrija Zmajević, della potente famiglia perastina il cui stemma porta un drago.
Cosa vedere a Perast

Il fascino di Perast sta tutto nel suo lungomare di pietra: pochi passi e passi davanti a chiese, palazzi e musei che raccontano l’epopea marinara della città. Ecco cosa non perdere.
La chiesa di San Nicola e il campanile

La chiesa di San Nicola, dedicata al patrono dei naviganti, domina la piazza principale con una storia curiosa: è un’incompiuta. La chiesa originale è del 1616, ma nel 1740 i perastini iniziarono dietro di essa una cattedrale ben più grande, mai terminata perché i lavori si fermarono con le guerre napoleoniche. Ne restano l’abside e le sacrestie, fuse con l’edificio più antico. Accanto svetta il vero simbolo della città: il campanile alto 55 metri, costruito dal 1691 dall’architetto Ivan Skarp di Hvar, il più alto delle Bocche di Cattaro e storicamente accreditato come il più alto di tutta la costa adriatica orientale. Salendo la sua scala stretta e ripida si raggiunge una vista a 360 gradi sulla baia, sulle isole e sui tetti barocchi di Perast. All’interno, la chiesa custodisce un tesoro di paramenti e reliquie e i dipinti del maestro locale Tripo Kokolja.
Il Museo Marittimo nel Palazzo Bujović

Se un edificio racchiude l’anima di Perast, quello è il Palazzo Bujović, dimora barocca di fine Seicento che oggi ospita il museo marittimo più importante del Montenegro — quale posto migliore di una casa di armatori per raccontare la storia del mare? Dentro trovi modelli di navi, carte nautiche, uniformi della marina veneziana e ritratti dei capitani che resero grande la città. Tra questi spicca Ivo Vizin, il perastino che a metà Ottocento circumnavigò il globo a bordo del veliero Splendido. Affacciati dal balcone: guarderai la stessa baia da cui un tempo salpavano le flotte, e capirai come tanta potenza sia partita da questa manciata di case.
I palazzi barocchi

Passeggiando lungo il lungomare ti fermerai più volte davanti alle dimore nobiliari che si specchiano nell’acqua. La più imponente è il Palazzo Smekja, la residenza più sontuosa della città, costruita nel Settecento in pregiata pietra bianca dalla ricca famiglia di armatori da cui prende il nome. Ma quasi ogni palazzo qui racconta una stirpe di capitani: tra portici rinascimentali, balconi in pietra scolpita e stemmi araldici, Perast conserva l’aspetto di una piccola Venezia adriatica. Vale la pena alzare lo sguardo verso la collina, dove la famiglia Zmajević si fece costruire la propria chiesa privata, la Madonna del Rosario, che insieme al campanile di San Nicola disegna il profilo del borgo.
Le isole di Perast: Gospa od Škrpjela e San Giorgio

Davanti a Perast galleggiano due isolotti che ne sono diventati il simbolo. Il primo è Gospa od Škrpjela, Nostra Signora delle Rocce: un’isola artificiale, costruita dai marinai gettando pietre e affondando navi attorno a uno scoglio, su cui sorge un santuario coperto di ex voto d’argento. Merita una visita a sé, e le ho dedicato una guida a parte. Il secondo, San Giorgio (Sveti Đorđe), è invece un’isola naturale, raccolta attorno a un monastero benedettino del XII secolo e a una corona di cipressi secolari. È una necropoli, dove riposa la nobiltà di Perasto, ed è proprietà privata chiusa alle visite: la si ammira dalla riva o dalla barca, e al tramonto, con le ombre dei cipressi sulle tombe, ha un fascino malinconico che nessuna visita guidata potrebbe migliorare.
La fortezza di Vranovo Brdo

Per chi ha gambe e voglia di camminare, sopra la città si arrampica la fortezza austro-ungarica di Vranovo Brdo, costruita a fine Ottocento come parte del sistema difensivo che presidiava le Bocche di Cattaro. Oggi la sua unica funzione è regalare a chi affronta la salita uno dei panorami più ampi del Montenegro, con la baia distesa centinaia di metri più in basso. Il sentiero parte dal centro, vicino alla chiesa di San Nicola, e si inerpica tra pini e macchia mediterranea: una mezza giornata di trekking per veri appassionati, da affrontare con scarpe adatte e acqua a sufficienza, preferibilmente nelle ore fresche del mattino.
Dove dormire a Perast
Nonostante le dimensioni ridotte, Questa piccola cittadina offre alcune sistemazioni di grande charme, spesso ricavate negli antichi palazzi barocchi restaurati proprio sul lungomare, con mura in pietra, vista sul mare e un’atmosfera intima e raffinata. Dormire a Perast significa vivere la magia del borgo quando i visitatori in giornata se ne sono andati: il silenzio, il campanile illuminato e le due isole che si stagliano al tramonto. L’offerta è piuttosto limitata e, vista la cornice storica, tende alla fascia medio-alta, perciò conviene prenotare con un certo anticipo, soprattutto d’estate. Chi cerca più scelta o prezzi più contenuti può comunque appoggiarsi alla vicina Kotor e agli altri centri della baia, a pochi minuti di strada.
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Come arrivare a Perast
Perast si trova lungo la strada costiera delle Bocche, a una dozzina di chilometri da Kotor, e si raggiunge facilmente in auto o con gli autobus di linea che collegano Kotor a Herceg Novi e fermano all’ingresso del paese. Il centro è pedonale: le auto si lasciano nei parcheggi lungo la strada principale e si prosegue a piedi sul lungomare. L’aeroporto più vicino è quello di Tivat, a una quindicina di chilometri, mentre da Podgorica si arriva in poco più di un’ora. Per le isole, infine, le barche partono direttamente dal molo del lungomare.
Quando andare a Perast
Perast si gode al meglio fuori dal cuore dell’estate. Luglio e agosto sono splendidi ma affollati, con il lungomare e le barche per le isole sempre pieni. La tarda primavera e l’inizio dell’autunno regalano lo stesso mare cristallino e la stessa luce dorata sui palazzi, ma con molta più calma: è allora che il silenzio di Perast — il suo tratto più prezioso — torna a farsi sentire. Se ci vai in alta stagione, la prima mattina resta il momento migliore per visitare la chiesa e salpare verso le isole prima dei gruppi.
Dove si trova Perast
Perast sorge sulla sponda nord-occidentale della baia di Kotor, ai piedi della collina di Sant’Elia, proprio di fronte allo stretto delle Verige, tra Kotor e Risan. Tutt’intorno si apre la Boka Kotorska, patrimonio UNESCO: non un vero fiordo, come spesso si legge, ma una ria — una valle fluviale invasa dal mare — incorniciata da montagne che si tuffano nell’acqua da oltre mille metri d’altezza. È questa cornice spettacolare, e la posizione di guardia sullo stretto, ad aver fatto di Perast, per secoli, una delle città più ricche e potenti dell’Adriatico.







