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Adagiata nel punto più interno delle Bocche di Cattaro, là dove l’acqua si insinua tra le montagne più ripide, Kotor è una delle città medievali fortificate meglio conservate del Mediterraneo, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1979. Arrivare via mare e veder spuntare le sue mura veneziane che si arrampicano sulla roccia, sormontate dalla fortezza, è un’emozione che da sola vale il viaggio. Dentro le mura, un labirinto di vicoli e piazzette in pietra custodisce chiese, palazzi nobiliari e — immancabili — i gatti che hanno reso celebre la città.
Tra le mura e la fortezza di San Giovanni, la cattedrale di San Trifone, le chiese di San Luca e San Nicola, le piazze con la torre dell’orologio e i palazzi Pima, Bizanti e Grgurin con il Museo Marittimo, il curioso Museo dei Gatti e feste come la Bokeljska Noć e il Carnevale, a Kotor non manca davvero nulla. Ti racconto un po’ della sua storia, cosa vedere, quando andare, come arrivare e dove si trova.
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Un po’ di storia di Kotor
Le origini di Kotor sono antiche: in epoca romana, quando faceva parte della provincia di Dalmazia, si chiamava Acruvium, e già prima gli illiri avevano fortificato la collina di San Giovanni che sovrasta la città. Dopo la ricostruzione delle difese in epoca bizantina, nel Medioevo Kotor fiorì come uno dei più importanti porti commerciali dell’Adriatico, una sorta di città-stato simile a Dubrovnik, a lungo sotto il dominio serbo, con cui visse la sua età dell’oro. Nel 1371 passò sotto Luigi I d’Ungheria, poi per pochi anni (1385-1391) sotto il re Tvrtko I di Bosnia, prima di un breve periodo da libero comune. Per difendersi dalla minaccia ottomana, nel 1420 si pose sotto la protezione della Repubblica di Venezia — che la chiamò Cattaro — rimanendovi fino al 1797, quando passò all’Austria. Importante base navale asburgica durante la Prima guerra mondiale, al termine del conflitto entrò a far parte del Regno di Jugoslavia. Nel 1979 un violento terremoto devastò gran parte della città vecchia, che fu iscritta nello stesso anno nella lista UNESCO e ricostruita nell’arco di circa un decennio.
Cosa vedere nel centro storico di Kotor

Il centro storico di Kotor è piccolo e si gira tutto a piedi: un dedalo di vicoli che si aprono di continuo in piazzette inaspettate, dove a ogni angolo spuntano una chiesa, un palazzo o un gatto sornione. Ecco cosa non perdere.
Le mura e la fortezza di San Giovanni

Kotor è una delle pochissime città del Mediterraneo ad aver conservato intatte le sue mura difensive: si sviluppano per circa 4,5 chilometri, alte fino a 20 metri e spesse da 2 a 16, e si arrampicano lungo il fianco della montagna fino alla fortezza di San Giovanni (Sveti Ivan, in città San Đovani), a circa 260 metri sopra l’abitato. Salire i suoi quasi 1.350 gradini è l’esperienza per eccellenza di Kotor: una scalata ripida e faticosa, ma ripagata da una vista mozzafiato sui tetti rossi della città vecchia, sulla baia e sulle montagne che la racchiudono. Conviene affrontarla di prima mattina o al tramonto, evitando la calura delle ore centrali.
La cattedrale di San Trifone

È il monumento più importante della città: la cattedrale cattolica di San Trifone (Sveti Tripun), dedicata al patrono di Kotor. Fu consacrata nel 1166, sul luogo di una chiesa più antica eretta nell’809 per custodire le reliquie del santo, portate da Costantinopoli. Capolavoro dell’architettura romanica, ha due torri campanarie barocche asimmetriche — la sinistra rimasta incompiuta dopo il terremoto del 1667 — e custodisce all’interno la celebre pala d’altare in argento dorato, il tesoro più prezioso della città, oltre a frammenti di affreschi bizantini e a un ricco tesoro di reliquiari nel museo d’arte sacra.
La chiesa di San Luca

A pochi passi dalla cattedrale, la chiesa di San Luca (Sveti Luka), costruita nel 1195, è una piccola chiesa a navata unica dalle linee romaniche e bizantine. La sua particolarità la rende unica nel suo genere: conserva due altari, uno cattolico e uno ortodosso, testimonianza della secolare convivenza dei due culti in città. È anche uno dei pochissimi edifici di Kotor a non aver subito danni nel terremoto del 1979.
La chiesa di San Nicola

Nella parte settentrionale della città vecchia si erge la chiesa di San Nicola (Sveti Nikola), la principale chiesa ortodossa di Kotor. Costruita all’inizio del Novecento sulle ceneri di un edificio precedente andato distrutto da un incendio, si presenta imponente e custodisce all’interno preziose icone e oggetti sacri, donati nei secoli dalle famiglie della città in devozione al santo.
Chiesa di Santa Maria Koleđata

Merita una sosta anche Santa Maria Koleđata, del XIII secolo, una delle chiese più antiche della città. Gli scavi condotti sotto l’edificio hanno portato alla luce i resti di una basilica paleocristiana del VI secolo, mentre all’interno si conservano un crocifisso ligneo del Trecento, altari in marmi policromi e dipinti di scuola veneziana.
La Piazza d’Armi e la torre dell’orologio

La città vecchia di Kotor è un susseguirsi di piazzette, e la principale è la Piazza d’Armi (Trg od oružja), che si apre subito oltre la Porta del Mare. A dominarla è la torre dell’orologio, eretta nel 1602, con alla base la piramide di pietra che un tempo fungeva da gogna; il terremoto del 1979 l’ha lasciata leggermente inclinata verso ovest. Sulla stessa piazza si affaccia anche il palazzo Bizanti, costruito dall’omonima famiglia nel XIV secolo su tracce romaniche e rimaneggiato nel Seicento.
La Piazza della Farina e il palazzo Pima

Poco oltre si apre la Piazza della Farina (Trg od brašna), che deve il nome ai magazzini di farina che un tempo vi sorgevano. È circondata dai palazzi delle due famiglie più ricche della città, i Pima e i Buća. A dominare è il palazzo Pima, ricostruito dopo il terremoto del 1667: sfoggia un portale rinascimentale e bei balconi barocchi, con la balaustra in ferro battuto opera dei migliori artigiani di Kotor e, sopra l’ingresso, lo stemma di famiglia retto da due angeli.
Il palazzo Grgurin e il Museo Marittimo

Il palazzo Grgurin, elegante dimora barocca fatta costruire da una famiglia originaria di Capodistria con pietra proveniente da Curzola, ospita oggi il Museo Marittimo di Kotor. È uno dei musei più interessanti del paese: racconta la gloriosa storia di mare delle Bocche di Cattaro attraverso modelli di navi, ritratti di capitani, armi, mappe, strumenti di navigazione e cimeli di un’epoca in cui Kotor era un crocevia tra Oriente e Occidente.
L’Arsenale

Nella zona nord-orientale della Piazza d’Armi sorge l’Arsenale (Zgrada Arsenala), dove un tempo si custodivano le armi per la difesa della città. Qui si radunavano i soldati nei momenti di pericolo, come nel 1539, quando il temuto ammiraglio ottomano Khayr al-Din Barbarossa tentò l’assedio di Kotor, desistendo poi dopo tre giorni. L’edificio ha conservato la sua forma originaria fino al Novecento, quando venne ristrutturato.
Le porte della città di Kotor

Tre porte si aprono nelle mura, ma la principale è la Porta del Mare (Glavna gradska vrata), completata a metà del Cinquecento e un tempo lambita direttamente dall’acqua, quando il livello del mare era più alto. Sotto la volta d’ingresso si ammira un rilievo gotico della Madonna con Bambino tra San Trifone e San Bernardo, mentre sulla facciata esterna campeggia un rilievo di epoca socialista che ricorda la liberazione della città. È l’ingresso monumentale al centro storico e uno dei simboli di Kotor.
Il Museo dei Gatti
Kotor è universalmente nota come la “città dei gatti”: i loro musetti spuntano in ogni vicolo e piazzetta, e gli abitanti ne vanno orgogliosi. Si racconta che discendano dai gatti lasciati a terra dai marinai delle tante navi che attraccavano in porto, e che la gente del posto cominciò ad accudire fino a formare le colonie che ancora oggi popolano la città. A loro è dedicato un piccolo e curioso museo, aperto nel 2013, che raccoglie stampe d’epoca, cartoline, francobolli e oggetti a tema felino e destina parte del ricavato proprio al mantenimento delle colonie. Una tappa insolita e simpatica, perfetta per cogliere lo spirito affettuoso e rilassato della città.
Le manifestazioni di Kotor
Kotor è anche una città di feste molto sentite. La più celebre è la Bokeljska Noć, la “Notte di Boka”, che si tiene nella terza settimana di agosto: una sfilata di barche addobbate sulla baia — secondo un’antica tradizione veneziana — accompagnata da fuochi d’artificio e musica fino a notte fonda. A febbraio, e ormai anche in una versione estiva, va invece in scena il Carnevale di Kotor, erede diretto di quello di Venezia, con cortei in maschera, regate, concerti e mostre: la città fa parte della federazione europea delle città del carnevale, e l’evento richiama gruppi mascherati da tutta Europa.
Le spiagge di kotor

Kotor in sé non ha spiagge degne di nota, ma basta percorrere pochi chilometri lungo la baia per trovare calette di ciottoli incorniciate dal verde, lambite da un mare fresco e cristallino — come quella di Morinj, vicino a Risan, o la piccola spiaggia sabbiosa di Trsteno. Gli arenili della Boka sono perlopiù di ciottoli, raccolti e tranquilli; per le grandi spiagge di sabbia bisogna invece spostarsi sulla costa aperta, oltre l’imbocco della baia.
Approfondimento: Le migliori spiagge di Kotor
Dove dormire a Kotor
L’offerta di alloggi a Kotor è ampia e per tutte le tasche: si va dai raffinati boutique hotel ricavati negli antichi palazzi in pietra del centro storico agli appartamenti e alle guesthouse della città vecchia e dei paesi lungo la baia, come Dobrota e Muo. Fermarsi una notte o due è la scelta migliore: permette di vivere il centro storico nelle ore più tranquille, la mattina presto e la sera, quando i visitatori in giornata se ne sono andati e la città torna ai suoi abitanti e ai suoi gatti.
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Come arrivare a Kotor
Kotor è facile da raggiungere. L’aeroporto più vicino è quello di Tivat, sulla stessa baia, seguito da quelli di Podgorica e di Dubrovnik, in Croazia. Da Budva, a una ventina di chilometri, e dalle altre località della costa, autobus frequenti e un breve tragitto in auto lungo la baia portano in città. Da Dubrovnik si arriva in un paio d’ore circa, tra auto, autobus ed escursioni organizzate, mettendo in conto i tempi del valico di frontiera. Una volta nella baia, il traghetto tra Lepetane e Kamenari permette di tagliare il giro e arrivare più in fretta da ovest.
Quando andare a Kotor
Il periodo migliore per visitare Kotor è la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e la città non è affollata. L’estate è la stagione più viva ma anche la più caotica: a luglio e agosto le navi da crociera riversano nel centro storico migliaia di visitatori nelle ore centrali della giornata, ed è proprio allora che la salita a San Giovanni diventa più dura per il caldo. Le prime ore del mattino e la sera restano i momenti più belli per godersi i vicoli con calma. L’inverno, mite e silenzioso, regala una Kotor intima, che a febbraio si accende con il Carnevale.
Dove si trova Kotor
Kotor sorge nel punto più riparato e interno delle Bocche di Cattaro, il più profondo dei quattro bacini della baia, nel Montenegro sud-occidentale, incastonata tra l’acqua e le ripide pendici del monte Lovćen. È proprio questa posizione spettacolare — su una ria, non un fiordo come spesso si legge — a rendere l’arrivo via mare a Kotor uno dei più suggestivi di tutto il Mediterraneo, e a fare della città il cuore storico delle Bocche.











