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In Montenegro la cosa più sorprendente non è quanto c’è da vedere, ma quanto puoi fare nello stesso giorno. È uno dei pochi paesi al mondo dove al mattino discendi le rapide del canyon più profondo d’Europa e la sera degusti vino rosso in un ex hangar militare scavato nella roccia; dove puoi attraversare in funivia il salto dal mare alla montagna in undici minuti, e poco dopo camminare scalzo su una spiaggia di sabbia nera al confine con l’Albania. Vedere il Montenegro è facile. Viverlo è un’altra cosa — ed è di questo che parla questa guida.
Dalle crociere tra le isole della Boka Kotorska alla Madonna dello Scalpello, dalla Grotta Blu ai tunnel dei sommergibili di Tivat, dal rafting sul Tara allo zip line sul ponte Đurđevića, dal parapendio e dalle immersioni di Budva all’escursione sul Durmitor, dalla funivia di Cattaro al mausoleo di Njegoš, fino alla barca sul lago di Scutari, alla cantina di Šipčanik, alla foresta di Biogradska Gora, alla grotta di Lipa e alla libertà di Ada Bojana: ecco sedici cose da fare in Montenegro, organizzate per tipo di esperienza e non per geografia, così che tu possa costruire il tuo viaggio a seconda di quello che cerchi.
Escursioni sull’acqua salata: crociere e isole della Boka
Il Montenegro si racconta meglio dall’acqua, e nessun luogo lo dimostra come le Bocche di Cattaro. Qui le esperienze migliori si vivono a bordo di una barca, scivolando tra borghi barocchi, isole artificiali e gallerie segrete scavate nella pietra.
Crociera nelle Bocche di Cattaro

Le Bocche di Cattaro (Boka Kotorska) sono una profonda ria — spesso scambiata per un fiordo — che si insinua per chilometri tra montagne ripidissime. Una crociera tra le sue quattro insenature è il modo migliore per coglierne la scala: si parte di solito da Kotor o da Tivat e si naviga toccando la solare Herceg Novi all’imbocco del golfo, l’antichissima Risan con i suoi mosaici romani, la barocca Perast con le sue due isolette e la lussuosa marina di Porto Montenegro. Dall’acqua, la città vecchia di Kotor — patrimonio UNESCO — e le sue mura veneziane che salgono fino alla fortezza di San Giovanni assumono tutta un’altra prospettiva: quella per cui questa baia è famosa nel mondo.
La Madonna dello Scalpello (Gospa od Škrpjela)

Davanti a Perast galleggia una delle isole più curiose dell’Adriatico: Gospa od Škrpjela, la Nostra Signora delle Rocce, l’unica isola artificiale del Mediterraneo orientale. La leggenda racconta che i marinai gettassero una pietra in mare a ogni ritorno fortunato, finché non si formò l’isolotto; ancora oggi, ogni 22 luglio, la tradizione della fašinada rinnova il rito calando pietre attorno alla scogliera. Una breve traversata in barca da Perast ti porta al santuario barocco che la corona, custode di centinaia di ex voto in argento e di un telo ricamato per venticinque anni da una donna del posto con i propri capelli. È una delle soste più intense di tutta la Boka.
La Grotta Azzurra (Plava špilja)

All’imboccatura della baia, lungo la penisola di Luštica, si apre la Grotta Azzurra (Plava špilja): una cavità marina raggiungibile solo via mare, dove la luce del sole, riflessa dal fondale, tinge l’acqua e le pareti di un blu elettrico irreale. Le gite in gommone o motoscafo da Herceg Novi, Kotor o dalla riviera di Tivat ci entrano nelle ore centrali della giornata, quando l’effetto è più intenso, e quasi sempre lasciano il tempo per un tuffo nell’acqua luminosa. È una tappa breve ma scenografica, perfetta da abbinare a una crociera più lunga della Boka.
I tunnel dei sommergibili di Tivat
Pochi sanno che la quieta baia di Tivat nasconde un passato militare. Scavati nella roccia per occultare i sommergibili della marina jugoslava durante la Guerra fredda, i tunnel sottomarini si aprono ancora oggi al livello del mare, gallerie buie e silenziose dove un tempo attraccavano i sottomarini della flotta. Raggiungibili solo in barca o in kayak nell’ambito dei tour della Boka, sono una delle esperienze più insolite del Montenegro: entrare con l’imbarcazione sotto la volta di pietra, dove il rumore del motore rimbomba e l’acqua si fa improvvisamente scura, ha qualcosa di cinematografico.
Pura adrenalina: il canyon del Tara e i cieli di Budva
Chi cerca le emozioni forti in Montenegro è servito. Il nord regala il canyon più profondo d’Europa, la costa offre cieli e fondali: tra rafting, voli e immersioni, qui l’avventura è quasi sempre alla portata anche dei principianti.
Rafting nel canyon del Tara

Il fiume Tara scorre attraverso il canyon più profondo d’Europa — fino a 1.300 metri di parete verticale, secondo al mondo solo al Grand Canyon — soprannominato la “Lacrima d’Europa” per la limpidezza delle sue acque, e parte del parco UNESCO del Durmitor. Discenderne le rapide su un gommone, tra foreste incontaminate e pareti che si innalzano verso il cielo, è l’esperienza adrenalinica per eccellenza del paese. Il tratto alto, quello più praticato in giornata da Žabljak, è adatto anche alle famiglie grazie all’esperienza delle guide locali; le sezioni più impegnative aspettano chi vuole davvero bagnarsi.
Zip line sul ponte Đurđevića Tara

Il ponte Đurđevića Tara, arco bianco di cemento costruito tra il 1937 e il 1940 dall’ingegnere Mijat Trojanović, attraversa il canyon a circa 170 metri d’altezza ed è l’infrastruttura più iconica del Montenegro settentrionale. Da una sponda all’altra è teso lo zip line più lungo del paese: oltre un chilometro di cavo che si percorre sospesi nel vuoto, sopra le acque verde smeraldo del Tara, a velocità che possono superare i cento chilometri orari. Pochi secondi di volo, ma con il canyon più profondo d’Europa che si spalanca sotto i piedi: difficile trovare un punto di vista più spettacolare su questo angolo del Durmitor.
Parapendio sopra Budva

La riviera di Budva si guarda al meglio dall’alto, appesi a una vela. I voli in parapendio biposto decollano dalle alture di Brajići, a circa 760 metri sul mare, e planano lentamente sopra la costa fino alle spiagge di Bečići o di Rafailovići. Sotto di te scorrono la penisola fortificata di Budva, l’isolotto di Sveti Nikola e, nelle giornate limpide, persino la sagoma di Sveti Stefan. Non serve alcuna esperienza: voli legato a un istruttore, che gestisce decollo e atterraggio, mentre a te resta solo il compito di guardare giù. È l’avventura costiera più fotogenica del Montenegro.
Immersioni subacquee a Budva
L’Adriatico montenegrino, sotto la superficie, è meno conosciuto ma sorprendente. Le immersioni al largo di Budva esplorano pareti rocciose, secche popolate di cernie e qualche relitto adagiato sul fondale attorno all’isola di Sveti Nikola, che i locali chiamano “Hawaii”. L’acqua tiepida e la buona visibilità estiva rendono questi fondali accessibili anche a chi prende il brevetto per la prima volta, con i diving center della costa che organizzano battesimi del mare e uscite per subacquei certificati. È il modo migliore per scoprire che il Montenegro, oltre le spiagge, ha un mondo intero da mostrare anche sott’acqua.
In quota: vette, funivie e panorami
Salire è parte dell’esperienza montenegrina. Che tu lo faccia con gli scarponi, in cabinovia o lungo una scalinata scavata nella roccia, il premio è sempre lo stesso: alcuni dei panorami più ampi dei Balcani.
Escursione giornaliera al Durmitor

Il Parco Nazionale del Durmitor, patrimonio UNESCO, è il Montenegro più selvaggio: decine di vette oltre i duemila metri dominate dal Bobotov Kuk (2.523 m), diciotto laghi glaciali e oltre duecento chilometri di sentieri. Per un’escursione in giornata, la base è Žabljak, la cittadina più alta dei Balcani: da qui parte la facile passeggiata ad anello attorno al Lago Nero (Crno Jezero), lo specchio d’acqua simbolo del parco, raggiungibile in pochi minuti dal centro. Chi ha gambe e fiato può spingersi verso i laghi più alti o le creste panoramiche, ma anche solo il giro del Crno Jezero, tra abeti e pareti che si specchiano nell’acqua, vale il viaggio fin quassù.
La funivia di Cattaro (Kotor–Lovćen)

Inaugurata nel 2023, la funivia Kotor–Lovćen ha cambiato il modo di vivere la baia: in undici minuti, lungo quasi quattro chilometri di cavo, collega la stazione di Dub — a pochi minuti da Cattaro — alla località di Kuk, sul Lovćen, a 1.348 metri di quota. Le sue 48 cabine salgono dolcemente mentre sotto di te si aprono Kotor, Tivat, Perast e l’intera Boka, in un panorama che da terra richiederebbe ore di tornanti. In cima, oltre alla vista, ti aspettano i sentieri del Parco Nazionale del Lovćen e un alpine coaster che scivola tra i pini: un salto dal mare alla montagna che in Europa ha pochi eguali.
Il mausoleo di Njegoš sul monte Lovćen

In cima al Lovćen, sul Jezerski vrh a 1.657 metri, riposa Petar II Petrović Njegoš, il poeta-principe autore del Serto della montagna e padre della cultura montenegrina. Il suo mausoleo, opera dello scultore Ivan Meštrović, si raggiunge salendo 461 gradini attraverso una galleria scavata nella roccia: una fatica breve, ripagata da uno dei panorami più vasti di tutti i Balcani. Dalla terrazza circolare dietro la tomba, nelle giornate limpide, lo sguardo abbraccia gran parte del paese — dalle Bocche di Cattaro al lago di Scutari, dalle Alpi montenegrine fino all’Adriatico. È il punto più alto, in tutti i sensi, di un viaggio in Montenegro.
Acque dolci, foreste e mondi sotterranei
Lontano dal mare, il Montenegro rallenta. Un grande lago, una foresta vergine, una cantina nascosta e una grotta sotto Cetinje compongono il suo volto più quieto e segreto.
Gita in barca sul lago di Scutari

Il lago di Scutari (Skadarsko jezero), il più grande dei Balcani e condiviso con l’Albania, è un parco nazionale e la più importante riserva ornitologica d’Europa, ultimo rifugio del pellicano dalmata. Una gita in barca da Virpazar scivola tra tappeti di ninfee, canneti e isolette con antichi monasteri, mentre tutt’intorno le colline della Crmnica producono il Vranac, il robusto vino rosso autoctono. Dal pontile di Virpazar partono escursioni di un paio d’ore, spesso con sosta nelle konobe sull’acqua, dove si serve il pesce di lago appena pescato. È il Montenegro lento per definizione, fatto di silenzio, riflessi e voli d’uccelli.
Degustazione alle cantine di Šipčanik (Plantaže)
A pochi chilometri da Podgorica si nasconde una delle cantine più sorprendenti d’Europa. Šipčanik era un hangar sotterraneo dell’aviazione jugoslava, scavato in una collina per proteggere i caccia dai bombardamenti; danneggiato durante i raid NATO del 1999 e poi abbandonato, fu trasformato nel 2007 dall’azienda Plantaže — proprietaria del vigneto più grande del continente — in una galleria di degustazione lunga 356 metri. Oggi questo tunnel ad arco, illuminato e fresco tutto l’anno, custodisce circa due milioni di litri di vino che invecchiano in botti di rovere. Un tour guidato qui significa percorrere la storia recente dei Balcani con un calice di Vranac in mano: difficile dimenticarlo.
Il Parco Nazionale di Biogradska Gora

Tra le ultime foreste vergini d’Europa, il Parco Nazionale di Biogradska Gora, nel massiccio del Bjelasica, protegge alberi secolari, laghi glaciali e una ricca fauna. Una tranquilla passeggiata attorno al Lago di Biograd (Biogradsko jezero), immobile come uno specchio e circondato da faggi e abeti che possono superare i cinquecento anni, è il perfetto contraltare all’asprezza del Durmitor: la natura nella sua forma più dolce e silenziosa. È un’escursione adatta a tutti, ideale da abbinare a una sosta a Kolašin, e capace di restituire il senso di che cosa fosse l’Europa prima dell’uomo.
La grotta di Lipa (Lipska pećina)

Sotto l’altopiano vicino a Cetinje si apre la grotta di Lipa (Lipska pećina), una delle più grandi e accessibili del Montenegro, con chilometri di gallerie, sale e corridoi popolati di stalattiti e stalagmiti. È l’unica grotta del paese attrezzata per le visite turistiche: si raggiunge l’ingresso a bordo di un trenino e si percorre l’anello principale con una guida, tra giochi di luce e ambienti monumentali. Per chi cerca l’avventura, esistono percorsi speleologici più tecnici nei rami non illuminati. Una tappa fresca e diversa, perfetta da unire alla visita dell’antica capitale Cetinje.
Il sud lento: spiaggia e libertà ad Ada Bojana
Si finisce dove il Montenegro si scioglie nel suo angolo più meridionale e libero, là dove il fiume Bojana incontra l’Adriatico.
Nudismo ad Ada Bojana

All’estremo sud, oltre Ulcinj e a un passo dal confine albanese, il fiume Bojana si divide e abbraccia un’isola triangolare di sabbia: Ada Bojana. Da oltre cinquant’anni è il regno del naturismo montenegrino, una delle località FKK storiche dell’Adriatico, con una lunghissima spiaggia di sabbia fine bagnata dal fiume su un lato e dal mare aperto sull’altro. Tutt’intorno, i ristoranti di pesce costruiti su palafitte servono branzini e anguille appena pescati, mentre i venti costanti ne hanno fatto una delle mete preferite di kitesurfer e windsurfer. È il Montenegro più lento e più libero: il posto giusto per chiudere il viaggio scalzo, senza fretta.
In conclusione
Tra tutte le cose da fare in Montenegro, la più bella resta accostarle. Qui puoi davvero fare rafting al mattino e degustare vino la sera, salire in funivia a milleottanta metri e tuffarti nell’Adriatico nel pomeriggio, volare in parapendio sopra Budva e camminare scalzo su un’isola di sabbia nera lo stesso giorno. È la grande lezione di un paese piccolo: non costringe a scegliere. Avventura, mare, cultura o relax — qualunque sia il tuo modo di viaggiare, in Montenegro non dovrai rinunciare a nessuno degli altri.
























