Mausoleo di Njegoš sul Lovćen

Mausoleo di Njegoš sul Lovćen

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In cima al Jezerski Vrh, la seconda vetta del massiccio del Lovćen, a 1.657 metri d’altezza e spazzato dal vento, sorge uno dei monumenti più amati e simbolici del Montenegro: il Mausoleo di Njegoš. È la tomba di Petar II Petrović-Njegoš, principe-vescovo, poeta e filosofo, la figura più venerata della storia montenegrina. Raggiungerlo è già di per sé un’esperienza — una salita di 461 scalini che attraversa una galleria scavata nella roccia — e la ricompensa, oltre al monumento, è una delle viste più vaste dei Balcani, che nelle giornate limpide spazia su buona parte del Paese. Storia, fatica e panorama in un colpo solo: ecco perché è una tappa imprescindibile per chiunque esplori l’entroterra montenegrino.

Njegoš, il poeta che volle riposare in cima al Lovćen

foto provvisoria

Petar II Petrović-Njegoš (1813–1851) non fu soltanto sovrano e guida spirituale del Montenegro, ma anche un gigante della letteratura: il suo poema epico «Gorski vijenac» («Il serto della montagna») è considerato un capolavoro della letteratura slava. Unì le tribù montenegrine, modernizzò il Paese e ne rafforzò il senso di identità e indipendenza. In vita espresse il desiderio di essere sepolto sulla cima del Lovćen, in una piccola cappella che progettò e fece costruire nel 1845, dedicandola al suo predecessore Petar I Petrović-Njegoš.

Il suo riposo, però, fu tutt’altro che tranquillo. Alla morte, nel 1851, fu inizialmente sepolto nel Monastero di Cetinje; le sue spoglie furono traslate sul Lovćen nel 1855, per poi essere nuovamente rimosse durante la Prima guerra mondiale, quando la cappella subì gravi danni sotto l’occupazione austro-ungarica. Negli anni seguenti si discusse a lungo se restaurare la cappella originale o erigere un monumento più grandioso. Alla fine prevalse la seconda strada: tra il 1970 e il 1974, su progetto del celebre scultore croato Ivan Meštrović, fu completato l’attuale mausoleo, che prese il posto della cappella e consacrò il sito a santuario nazionale.

La salita e il monumento

foto provvisoria

L’ascesa al mausoleo è quasi un pellegrinaggio. Dal piazzale si imboccano i 461 gradini di pietra che salgono fino alla vetta, in parte all’interno di un tunnel rivestito di marmo scavato nella montagna: una galleria fresca che ripara dal vento e che restituisce, all’uscita, la luce piena della cima. In cima, il monumento è un imponente blocco di granito e marmo. L’ingresso è custodito da due grandi cariatidi di granito nero, raffiguranti due donne montenegrine in costume tradizionale, simbolo di forza e di lutto. All’interno, una monumentale statua di Njegoš seduto con un libro aperto — anch’essa opera di Meštrović — veglia sulla sua terra sotto una volta ricoperta da un mosaico di centinaia di migliaia di tessere dorate, sormontata da un’aquila, emblema della sovranità montenegrina. Più in basso, nella cripta, un sarcofago di marmo bianco custodisce le sue spoglie.

Il panorama dalla terrazza del Mausoleo di Njegoš

foto provvisoria

Dietro il mausoleo si apre il momento più spettacolare della visita: una piattaforma circolare in pietra, che riprende la forma del guvno, l’aia tradizionale dei villaggi montenegrini un tempo usata come luogo di ritrovo. Da qui lo sguardo abbraccia un panorama quasi a 360 gradi che, nelle giornate terse, arriva a comprendere gran parte del Montenegro: le Bocche di Cattaro proprio lì sotto, il Mar Adriatico, il Lago di Scutari, le montagne dell’entroterra e, all’orizzonte, persino i profili di Albania, Croazia e — dicono — l’Italia al di là del mare. È il punto panoramico più celebre del Paese, e da solo vale la salita.

Il mausoleo è aperto al pubblico tutti i giorni, con orari più ampi nella bella stagione (indicativamente dalle 9 alle 17 circa) e ridotti in inverno; in bassa stagione gli orari possono variare e il sito può chiudere per maltempo, quindi conviene verificare prima di salire. Tieni presente che l’accesso alla terrazza panoramica è possibile solo con il biglietto del mausoleo, separato da quello d’ingresso al Parco Nazionale del Lovćen, e che in vetta la temperatura è di parecchi gradi più bassa rispetto alla costa: anche ad agosto, porta con te una giacca leggera, perché il vento sulla cima può essere tagliente.

Dove dormire nei pressi del Mausoleo di Njegoš

Sulla vetta non ci sono sistemazioni, e la base naturale per la visita è Cetinje, l’antica capitale reale a una mezz’ora di strada, ricca di musei, monasteri e palazzi storici. All’interno del parco, la zona di Ivanova Korita offre qualche struttura immersa nei boschi, ideale per chi vuole dormire in quota e dedicare al Lovćen più di mezza giornata. In alternativa, molti visitatori scelgono di pernottare sulla costa — a Cattaro (Kotor) o a Budva — e raggiungere il mausoleo in giornata. È la soluzione giusta se vuoi unire mare e montagna senza spostare troppo spesso i bagagli.

Come arrivare al Mausoleo di Njegoš

Il modo più comodo per raggiungere il mausoleo è l’auto. Da Cetinje sono poco più di una decina di chilometri lungo una strada panoramica ben tenuta, una trentina di minuti tra i boschi. Da Cattaro la distanza è maggiore — intorno ai 45 km, tra un’ora e un’ora e mezza — ma il tragitto regala la celebre serpentina di Kotor, una spettacolare successione di tornanti affacciati sulle Bocche; la strada è stretta e richiede attenzione, ma la vista ripaga ogni curva. Da Podgorica si calcola circa un’ora e mezza. Da poco è attiva anche la funivia Cattaro–Lovćen, che in pochi minuti sale dalla zona di Cattaro all’altopiano: comoda per guadagnare quota, anche se dalla stazione di arrivo restano alcuni chilometri fino al mausoleo, da coprire in navetta o taxi. L’aeroporto più vicino è quello di Tivat.

Dove si trova il Mausoleo di Njegoš

Il Mausoleo di Njegoš sorge sulla sommità del Jezerski Vrh, la seconda cima del massiccio del Lovćen dopo lo Štirovnik, nel cuore del Parco Nazionale del Lovćen, nell’entroterra montenegrino a poca distanza dalle Bocche di Cattaro e dall’Adriatico. Tutt’intorno si stende uno dei territori più ricchi di storia e natura del Paese: ai piedi della vetta il villaggio di Njeguši, culla della dinastia Petrović-Njegoš e patria del rinomato prosciutto affumicato e del formaggio di montagna; poco distante l’antica capitale Cetinje; e, scendendo verso il mare, la baia di Kotor con la sua serpentina. È questa combinazione di altissimo valore simbolico, posizione panoramica e natura incontaminata ad aver fatto del mausoleo, da generazioni, il monumento-simbolo del Montenegro.

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