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Non si può capire davvero l’anima di un paese senza visitarne i luoghi sacri, e in Montenegro nessuno racconta tanto quanto il Monastero di Ostrog. Incastonato a strapiombo nella parete verticale della rupe di Ostroška Greda, a una cinquantina di chilometri da Podgorica, questo santuario del XVII secolo sembra crescere dalla roccia stessa: il bianco perlaceo delle sue mura contro la pietra grigia è uno di quei contrasti che ti fanno trattenere il fiato. Appartiene alla Chiesa ortodossa serba ed è dedicato a San Basilio di Ostrog (Sveti Vasilije Ostroški), le cui reliquie riposano qui dentro.
Eppure Ostrog è molto più di un monastero ortodosso: è il santuario più visitato del Montenegro e un raro punto d’incontro tra fedi ed etnie diverse, dove ogni anno decine di migliaia di pellegrini — credenti e non — salgono in cerca di un soffio di eternità e, dicono, di un miracolo. Tra leggende, affreschi rupestri e terrazze affacciate sulla valle della Zeta, ti racconto la storia, cosa vedere, dove si trova e come arrivare in questo santuario sospeso tra terra e cielo.
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La storia di San Basilio e del monastero di Ostrog

La vicenda di Ostrog comincia con un uomo in fuga. Basilio (Vasilije Jovanović), nato in Erzegovina nel 1610 e divenuto vescovo metropolita di Zahumlje, si rifugiò sul monte Ostrog dopo che gli ottomani avevano distrutto il suo monastero di Tvrdoš, in Erzegovina. Sulla rupe un gruppo di monaci aveva già scavato nella roccia una piccola chiesa: Basilio la restaurò, acquistò i terreni circostanti e dedicò il resto della sua vita ad ampliare il santuario, che sotto la sua guida divenne un fiorente centro di fede ortodossa. Morì qui nel 1671 e fu poi proclamato santo: quando ne aprirono la tomba, si racconta, il corpo era intatto ed emanava un profumo di basilico, segno di santità per la Chiesa ortodossa. Le sue spoglie sono da allora oggetto di costante venerazione.
I miracoli di San Basilio
È soprattutto la fama dei miracoli ad alimentare il pellegrinaggio. I fedeli percorrono i circa tre chilometri di strada in salita che separano il monastero inferiore da quello superiore scalzi o, nei casi più devoti, in ginocchio, per arrivare a pregare davanti alle reliquie del santo. Tra le storie tramandate spicca quella della vite che cresce dalla nuda roccia, nel punto in cui Basilio morì, là dove nulla dovrebbe poter germogliare. Si racconta poi che durante la seconda guerra mondiale le bombe sganciate sul santuario venissero deviate da una mano invisibile: una di esse, mai esplosa, sarebbe ancora custodita all’interno. E poi ci sono le innumerevoli guarigioni inspiegabili, registrate nei libri del monastero — come quella, celebre nel racconto popolare, di un ex senatore americano di nome William Barr, che dopo aver sognato a lungo un vecchio in una chiesa bianca scavata nella roccia sarebbe guarito da una ferita che nessun medico era riuscito a curare. Vere o leggendarie, sono storie che ti restano addosso mentre sali.
Approfondimento: Chiese e monasteri del Montenegro
Cosa vedere al Monastero di Ostrog
La prima cosa che colpisce, arrivando al Monastero di Ostrog, è il paesaggio: il santuario pare un tutt’uno con la parete che lo avvolge, come se la roccia avesse deciso di proteggerlo. Il complesso si articola in due strutture distinte ma collegate — il monastero superiore, più antico e spettacolare, e quello inferiore — unite da un sentiero punteggiato di altri edifici sacri. Ecco cosa non perderti.
Il monastero superiore e le due chiese rupestri

Il cuore del Monastero di Ostrog sono le due chiesette scavate nella roccia del monastero superiore, il nucleo originario attorno al quale è cresciuto tutto il santuario. Sono interamente affrescate e illuminate solo dalla luce delle candele, in un’atmosfera così mistica da zittire anche i più scettici. La prima, la Chiesa della Santa Croce, risale al 1665 e fu affrescata dal maestro serbo Radul, con dipinti stesi direttamente sulla pietra viva. La seconda, dedicata alla Presentazione della Vergine al Tempio, custodisce le reliquie di San Basilio: vi si accede da un ingresso così basso da costringere quasi tutti a chinarsi. Nessuna delle due fu intaccata dall’incendio che colpì il monastero negli anni Venti del Novecento, e attorno ad esse si aprono cappelle, dormitori per monaci e pellegrini e botteghe dove si vendono prodotti locali come vino, olio e saponi.
Il monastero inferiore e la chiesa della Santissima Trinità

Costruito intorno al 1820, il monastero inferiore ospita gli alloggi della comunità monastica e la Chiesa della Santissima Trinità, edificata nel 1824. Qui sgorga anche una sorgente naturale d’acqua a cui la tradizione attribuisce proprietà curative, e da qui parte la salita verso il monastero superiore. È il punto in cui la maggior parte dei pellegrini lascia l’auto per affrontare a piedi l’ultimo tratto.
La chiesa di San Stanko
Lungo il sentiero che unisce le due parti del complesso sorge la chiesa di San Stanko, l’aggiunta più recente al santuario. È dedicata a un giovane pastore ucciso dai turchi per non aver rinnegato la propria fede, e ne custodisce le reliquie; qui si celebrano abitualmente i battesimi.
Le terrazze panoramiche
Attorno alle grotte-chiese del monastero superiore si aprono terrazze affacciate sul vuoto, da cui si gode l’aria pulita e la vista sulla verde valle sottostante. In lontananza brillano il fiume Zeta e la fertile pianura di Bjelopavlići: è il tipo di panorama che, da solo, spiega perché Basilio scelse proprio questa rupe.
Dove dormire nei dintorni del Monastero di Ostrog
Se ti aspetti ristoranti e alberghi proprio al monastero, rimarrai deluso: lassù il consiglio migliore è un pranzo al sacco da consumare all’aperto, godendoti il panorama. Nei dintorni, però, non mancano strutture che sapranno accoglierti con ospitalità e servirti specialità locali da non perdere. Molti visitatori scelgono di pernottare a Danilovgrad o nella vicina Nikšić, usandole come base per la visita, oppure inseriscono Ostrog in un itinerario di giornata da Podgorica. Vale la pena, in ogni caso, non liquidare il santuario in mezz’ora: il suo silenzio merita tempo.
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Come arrivare al Monastero di Ostrog
Non esistono mezzi pubblici che colleghino direttamente le città vicine al monastero, quindi l’auto resta l’opzione più comoda — ma serve prudenza: gli ultimi chilometri sono un susseguirsi di tornanti stretti e privi di parapetti, dove conviene guidare con calma. La strada non è molto trafficata e, una volta arrivato, il parcheggio è gratuito sia presso il monastero inferiore sia presso quello superiore. In alternativa puoi raggiungere in treno la stazione di Dabojevići (Ostrog), servita da alcune corse quotidiane da Podgorica in una cinquantina di minuti, e proseguire poi a piedi per circa un chilometro. C’è anche il bus Podgorica–Nikšić, con fermata a Bogetići, da cui però resta un tratto a piedi in salita: in quel caso, un taxi semplifica parecchio le cose.
Dove si trova il Monastero di Ostrog
Il Monastero di Ostrog si trova nel Montenegro centrale, nel comune di Danilovgrad, arroccato sulla parete della rupe di Ostroška Greda che domina la pianura di Bjelopavlići e la valle del fiume Zeta. Dista circa 50 chilometri da Podgorica e 15 da Nikšić, in posizione defilata ma centrale rispetto ai principali assi del paese. La sua collocazione a mezza altezza sulla roccia, a strapiombo sulla valle, è parte stessa del suo fascino e ciò che lo rende immediatamente riconoscibile.







