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Monastero di Ostrog

Le chiese non sono solo luoghi di culto, punti di aggregazione per coloro che professano uno stesso credo religioso.

In realtà gli edifici sacri in generale sono parte della storia di un popolo, della spiritualità che avvolge le terre dove sono collocati.

Per questo non avrebbe senso cercare di carpire l’anima di un Paese senza visitare le sue chiese, che, con la loro architettura, i cimeli religiosi, le reliquie e i loro preziose opere d’arte sanno raccontare la vita della popolazione dentro e fuori le mura consacrate.

Come esempio di questo, oggi vi parlerò di una sorta di piccolo gioiello di sacralità che respira al ritmo della natura che lo avvolge. Siamo in Montenegro, a circa 40 Km dalla sua capitale, Podgorica.

Incastrato nella parete di roccia della rupe di Ostroška Greda, a strapiombo sulla pianura sottostante, sorge un suggestivo monastero del XVII secolo, costante meta di pellegrinaggio di fedeli e non.

Sto parlando del Monastero di Ostrog, struttura ecclesiastica appartenente alla chiesa ortodossa serba che richiama persone di diversi credo religiosi, diventando il centro spirituale unificatore di questo splendido Paese dei Balcani.

La sua architettura, in origine molto semplice e lineare, è stata protagonista di una grande evoluzione durante i secoli che ha portato il monastero ad articolarsi in due strutture separate anche se vicine, collegate da un sentiero dove si possono ammirare altri edifici religiosi come la Chiesa di San Stanko.

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Nel monastero inferiore ha trovato posto la bellissima Chiesa della Santissima Trinità e gli alloggi dei monaci.

Nel monastero superiore troviamo le due originali grotte completamente affrescate che costituiscono il nucleo originario del complesso monastico, quella dedicata alla Santa Croce e quella della Presentazione; è in quest’ultima che sono  custoditi i resti di San Basilio, mistico vescovo di Zahumlje e padre fondatore di questo santuario.

A lui sono attribuiti numerosi miracoli che sono un incentivo in più che porta le persone a voler visitare questo luogo di pellegrinaggio, connubio di natura e spiritualità che si estende al di là delle pareti fisiche che delimitano il monastero.

Se siete alla ricerca di cosa vedere in Montenegro, non fatevi scappare l’occasione di visitare il Monastero di Ostrog, una struttura unica nel suo genere!

Era il XVII secolo quando il vescovo di Zahumlje, Basilio Jovanović, in seguito alla distruzione del suo monastero da parte degli ottomani si trasferì da Tvrdoš, in Bosnia, a Nikšic in Montenegro.

Qui un gruppo di monaci aveva già costruito una piccola chiesa rupestre sul Monte Ostrog, completamente scavata nella roccia; il vescovo Basilio pensò bene di ampliare la struttura restaurando la chiesetta originaria e comprando i terreni ad essa circostanti.

Dedicò tutta la vita alla realizzazione del suo nuovo monastero che, sotto la sua guida, divenne un centro di fede ortodossa molto frequentato.

Le sue spoglie riposano all’interno delle mura di questo santuario e sono frutto di costante venerazione visto le numerose guarigioni che vengono attribuite alla sua salma.

I pellegrini, per richiederle, spesso percorrono il tratto che separa il monastero inferiore da quello superiore scalzi o in ginocchio. Sono 3 Km di sentiero sterrato, in pendenza, che, anche chi lo percorre nelle condizioni più ottimali, trova un po’ difficoltoso. Ma per ottenere un miracolo si fa questo e altro e San Basilio, a quanto pare, ne dispensa a iosa, tutti debitamente registrati nei libri del monastero.

Uno dei primi vede come protagonista del vino che si racconta essere sgorgato dalla roccia del monastero superiore mentre i fedeli erano riuniti in preghiera. Pare che quel giorno molti dei presenti, affetti da malattia, siano improvvisamente guariti.

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Si dice anche che, durante la seconda guerra mondiale, le bombe lanciate dai tedeschi su questo luogo di culto venissero deviate da una mano invisibile. Una di queste, mai scoppiata, è ancora oggi conservata all’interno del santuario.

E poi ci sono le tante guarigioni inspiegabili che hanno più di tutto indotto le persone a credere nei miracoli del santo.

Tra tutte spicca quella di un senatore dell’Illinois, che, grazie all’intervento di San Basilio, riuscì a guarire la ferita alla gamba che ebbe come ricordo del suo tentato omicidio. Nessun medico riuscì a aiutarlo, e lui si rivolse al santo che, probabilmente, aveva armi più potenti su cui contare.

Cosa vedere al monastero di Ostrog

La prima cosa che colpisce quando ci si reca in questo santuario ortodosso è il paesaggio.

Il bianco perlaceo delle mura della struttura  avvolte dalla ruvidezza della roccia che le sovrasta creano un armonioso contrasto che ben si sposa con la natura selvaggia che circonda il tutto.

È un luogo che ispira spiritualità: forse è l’idea di infinito che la valle sottostante evoca che fa tenere il fiato sorpreso o probabilmente il fatto che sembri essere un tutt’uno con la parete rocciosa che lo avviluppa, come a volerlo proteggere.

Cuore del santuario sono senz’altro le due chiesette sotterranee scavate nella roccia e inglobate nel cosiddetto monastero superiore. Costituiscono il nucleo originario intorno al quale venne sviluppato tutto il santuario.

Sono completamente affrescate e arredate in maniera tale che niente contrasti col contesto dove sono inserite. L’aria mistica che si respira entrandovi sembra avvolgere anche i più scettici che, in quest’atmosfera rischiarata solamente dal lume delle candele, quasi non osano fiatare.

Una di esse, la Chiesa della Santa Croce, venne costruita nel 1665 e affrescata nel 1667 dal maestro serbo Radul. L’altra, quella che contiene le reliquie di San Basilio, è dedicata alla Presentazione della Vergine al Tempio. I suoi affreschi risalgono al XVII secolo.

La loro struttura originaria non è mai stata intaccata, neanche dal grande incendio che interessò il monastero nel 1926, e che comportò la restaurazione di parte di esso.

Intorno alle due grotte-chiese troviamo bellissime terrazze panoramiche che permettono di godere dell’aria pulita della verde valle che lo ospita. In lontananza si intravedono la lucentezza del fiume Zeta e la pianura di Bielopavlići che disseta con le sue acque.

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In questa parte del monastero trovano posto anche altre cappelle, delle stanze destinate alla vendita di prodotti locali come vino, olio e saponi, e alcuni dei dormitori di monaci e suore che, a turno, soggiornano in questo luogo.

I loro alloggi veri e propri invece si trovano nel monastero inferiore, costruito intorno al 1820. Qui potremo ammirare la Chiesa della Santa Trinità, costruita nel 1824, e una sorgente d’acqua naturale alla quale si attribuiscono proprietà curative.

L’ultima struttura in ordine di tempo che ha completato il santuario è la Chiesa di San Stanko, pastore ucciso dai turchi per non aver rinnegato la sua fede. Si trova nel sentiero che collega le due parti del monastero. Qui solitamente si officiano battesimi e vengono conservate le reliquie del santo martire.

Come arrivare al monastero di Ostrog

Purtroppo non ci sono mezzi pubblici che collegano le città dei dintorni direttamente al monastero. Si può comunque raggiungere in auto prestando molta attenzione alla strada: le diverse curve che caratterizzano gli ultimi chilometri e la mancanza di parapetti, consigliano molta prudenza se non si vuole fare un bel volo nella valle sottostante.

Non si tratta comunque di una via molto trafficata e, una volta arrivati a destinazione, non si avrà neanche il problema del parcheggio visto che è possibile lasciare l’auto, gratuitamente, sia nei pressi del monastero inferiore che di quello superiore.

Dista circa 15 minuti in auto da Danilovgrad, da dove si può prendere anche il treno che si ferma nelle vicinanze del santuario, precisamente nella stazione di Dabovici. Da qui bisognerà proseguire per circa 1 Km a piedi per arrivare alla meta. Alla stazione di Dabovici arrivano anche i treni in partenza da Podgorica, che percorrono la tratta 5 volte al giorno, impiegando una cinquantina di minuti.

Da Podgorica si può anche scegliere di prendere il bus che la collega a Nikšić, scendendo a Bogetici da dove però bisogna sempre scarpinare per arrivare in cima alla rupe o affidarsi, molto più semplicemente, alla comodità di un taxi.

Dove mangiare o dormire nei pressi del monastero

Se vi aspettate di trovare, una volta arrivati al monastero, ristoranti o alberghi dove poter pernottare vi sbagliate di grosso.

Il mio consiglio per voi è un bel pranzo al sacco da poter consumare velocemente all’aria aperta, godendo della bellezza del paesaggio.

Esistono tuttavia diverse strutture nei dintorni che sapranno accogliervi con gentilezza e offrirvi specialità locali assolutamente da gustare.

Orari del monastero di Ostrog

Il monastero di Ostrog è aperto dal Lunedì alla Domenica nei seguenti orari: 06.00 – 20.00.

Informazioni utili

  • Ingresso: libero
  • Indirizzo: M2FJ+W64, Dabojevići, Montenegro
  • Web: manastirostrog.com
  • Tel: +38268330336

Un monastero tra terra e cielo

Il santuario di Ostrog è il luogo del silenzio e della preghiera, dove lo spirito incontra l’immenso. Stupisce il fatto che, nonostante le numerose file che si formano per poter visitare il suo interno, tutto si svolga nel massimo rispetto per il luogo, in un costante clima di raccoglimento che riesce a coinvolgere anche chi non crede.

È il luogo dell’unione e della pace, frequentato da persone di diverse etnie e religioni, tutte alla ricerca di quel soffio di eterno che pare queste pareti siano in grado di far percepire.

Credenti o no quando arrivate davanti al suo candore cercate di immergervi nelle atmosfere che regala: la vostra anima ne gioverà, abbandonando per un attimo i pesi del mondo per potersi librare nell’infinito.

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