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All’imbocco delle Bocche di Cattaro, a un passo dal confine croato, Herceg Novi — Castelnuovo, nel nome italiano — è la più giovane delle città del golfo, ma anche una delle più ricche di carattere. È soprannominata la “città del sole” per i suoi tantissimi giorni di bel tempo, e la “città delle scale” per le innumerevoli scalinate che salgono dal mare lungo le pendici, tra una rigogliosa vegetazione subtropicale e gli alberi di mimosa che a fine inverno la profumano tutta.
Tra la torre dell’orologio Sahat Kula, le fortezze di Kanli Kula, Španjola e Forte Mare, la chiesa di San Michele Arcangelo sulla piazza Belavista, il monastero di Savina, il museo Mirko Komnenović e il lungomare Pet Danica, senza dimenticare la celebre festa della mimosa, le spiagge e le gite in barca verso Mamula e la Grotta Blu, c’è di che riempire più di una giornata. Ti racconto un po’ della sua storia, cosa vedere, quando andare, come arrivare e dove si trova.
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Un po’ di storia su Herceg Novi
Abitata fin dall’antichità dagli illiri e poi dai romani, e a lungo sotto il dominio bizantino, la città vera e propria nacque tardi: fu fondata nel 1382 dal re bosniaco Tvrtko I con il nome di Sveti Stefan, per dotarsi di un porto indipendente dalle rivali Ragusa (Dubrovnik) e Cattaro. Il nome Herceg Novi le venne dal duca (herceg) Stjepan Vukčić Kosača. Nel 1482 fu conquistata dagli ottomani, che la tennero per due secoli, finché nel 1687 non passò alla Repubblica di Venezia, che la chiamò Castelnuovo. Dopo la caduta di Venezia conobbe il vorticoso periodo napoleonico — austriaci, russi e francesi si avvicendarono — per poi essere assegnata definitivamente all’Austria nel 1814, che vi portò la ferrovia e diede il via al primo turismo della Boka. Entrata a far parte della Jugoslavia dopo la Prima guerra mondiale, occupata e poi liberata nella Seconda, è oggi un mosaico di eredità bosniaca, ottomana, veneziana e austriaca.
Cosa vedere a Herceg Novi
Il centro storico (Stari Grad) di Herceg Novi è un labirinto luminoso di scalinate, piazzette e fortezze che degradano verso il mare: più arioso e soleggiato rispetto a quelli di Cattaro o Budva. Ecco cosa non perdere.
La torre dell’orologio (Sahat Kula)

Costruita nel 1667 in epoca ottomana sopra l’antica porta principale della città, la Sahat Kula è il simbolo di Herceg Novi, tanto da comparire sul suo stemma. Si erge all’ingresso del centro storico, sopra una scalinata che scende tra i vicoli, ed è possibile salire la sua scala a chiocciola per ammirare la città e la baia dall’alto. È il punto di partenza ideale per una passeggiata nel cuore antico della città.
La fortezza di Kanli Kula

Costruita dagli ottomani nel Cinquecento nella parte alta del centro storico, Kanli Kula — il cui nome significa “torre insanguinata” — fu per anni una temuta prigione, dove gli oppositori dell’impero venivano rinchiusi. Col tempo ha però trovato il suo riscatto: oggi è uno dei più spettacolari palcoscenici all’aperto dell’Adriatico, sede di concerti, spettacoli teatrali e festival estivi. Anche fuori dagli eventi vale la visita, per la vista magnifica che regala sul centro storico e sulle Bocche di Cattaro.
La fortezza Španjola

Sulla collina che sovrasta Herceg Novi, a circa 170 metri di quota, sorge la fortezza Španjola. Iniziata dagli spagnoli durante il loro brevissimo dominio (1538-39), da cui prende il nome, fu poi completata e ampliata dagli ottomani. Oggi è un suggestivo rudere, raggiungibile con una breve salita, dal quale si gode uno dei panorami più ampi su tutta la baia di Kotor: una tappa che ripaga la fatica con la vista.
La fortezza Forte Mare

Affacciata direttamente sul mare, all’estremità orientale del centro storico, Forte Mare nacque come baluardo difensivo per proteggere la città dagli attacchi via mare ed è probabilmente il nucleo originario dell’abitato. Costruita dal re bosniaco che fondò Castelnuovo, fu più volte modificata da veneziani e austriaci; negli anni Cinquanta il suo cortile fu addirittura trasformato in un cinema all’aperto. Salendo in cima si ammira un bellissimo scorcio sulla baia.
La chiesa di San Michele Arcangelo e piazza Belavista

Il cuore del centro storico è l’elegante piazza Herceg Stjepan, conosciuta anche come piazza Belavista, con la sua fontana bianca e le case in pietra dall’aria mediterranea. Al centro sorge la chiesa ortodossa di San Michele Arcangelo, costruita in pietra bianca tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, che fonde con grande armonia elementi ortodossi, romanici e orientali. È facilmente raggiungibile a piedi da ogni angolo della città vecchia.
Il monastero di Savina

Arroccato sulle verdi colline a est della città, affacciato sulla baia, il monastero ortodosso di Savina è una vera gemma, le cui origini risalgono al XV-XVI secolo. Custodisce un complesso di chiese, magnifici interni riccamente decorati, affreschi e preziose icone, immersi in giardini tranquilli che invitano al raccoglimento. Visitarlo è un viaggio nella storia religiosa della regione, oltre che un’oasi di pace lontana dal trambusto del centro.
Il museo Mirko Komnenović
Il museo civico di Herceg Novi è ospitato in un palazzo barocco del Settecento, circondato da un rigoglioso giardino. Su due livelli espone reperti archeologici e legati al mondo sottomarino della baia, tra cui spicca una lastra preromanica scolpita proveniente dalla chiesa di Sveti Toma, dell’XI secolo, insieme a costumi, gioielli e armi che raccontano la storia del territorio.
Il lungomare Pet Danica
La Pet Danica è la lunga passeggiata che corre per circa sette chilometri lungo la costa, da Igalo fino a Meljine, attraversando tutta la città. Realizzata sul tracciato di una vecchia ferrovia austro-ungarica, è costellata di spiagge, caffè, ristoranti e negozi, e rappresenta il fulcro della vita di mare cittadina. Di giorno è affollata, ma è la sera — soprattutto d’estate — che dà il meglio, quando la gente passeggia fino a notte tra un locale e l’altro.
La festa delle mimose
A fine inverno, quando gli alberi di mimosa che riempiono la città esplodono in una nuvola di fiori gialli, Herceg Novi celebra la sua festa più amata: la Praznik mimoze, la Festa della Mimosa. Per settimane, tra fine gennaio e febbraio, la città si anima con sfilate, concerti, musica, balli e degustazioni di piatti e vini locali, in uno degli eventi più antichi e sentiti di tutta la costa montenegrina. È la festa che inaugura la stagione del sole, e da sola è un ottimo motivo per visitare la città fuori dall’alta stagione.
Le spiagge di Herceg Novi
Le spiagge di Herceg Novi e dintorni sono perlopiù di ciottoli — non di sabbia — raccolte lungo la costa e bagnate da un mare limpido. In città e lungo la Pet Danica si trovano piccoli arenili come quello di Njivice, comodi per un bagno veloce, mentre poco più a ovest si trova Igalo, la cittadina termale nota per il suo fango curativo, a cui ho dedicato una guida a parte. Le spiagge più belle, però, sono quelle della penisola di Luštica, che si raggiungono via mare: Žanjice, celebre arenile di ciottoli bianchi; la più tranquilla Mirišta, ombreggiata dai pini; e Rose, delizioso ed elegante villaggio di pescatori sulla punta della penisola.
Cosa vedere nei dintorni di Herceg Novi: isola di Mamula e la Grotta Blu

La posizione di Herceg Novi, all’imbocco della baia, la rende un’ottima base per le gite in barca. Su un isolotto all’ingresso del golfo sorge la ex fortezza di Mamula, costruzione circolare eretta nel 1853 dal generale austriaco Lazar Mamula: utilizzata come prigione e campo di internamento in entrambe le guerre mondiali, è stata di recente restaurata e trasformata in un hotel di lusso, e si visita arrivando via mare. L’altra meta imperdibile è la Grotta Blu (Plava Špilja), sulla penisola di Luštica: una grotta marina in cui l’acqua assume un’intensa colorazione blu, raggiungibile con un tour organizzato o noleggiando un kayak. Uno spettacolo naturale difficile da dimenticare.
Dove dormire a Herceg Novi
Il centro città offre numerose sistemazioni per dormire a Herceg Novi, dagli appartamenti più appartati agli hotel di varie categorie, a due passi dalla vivace passeggiata. Chi preferisce la tranquillità può invece scegliere la parte alta della città, dove non mancano ville spaziose e luminose con vista mozzafiato sulle Bocche di Cattaro. In entrambi i casi, i prezzi restano generalmente contenuti rispetto alla media europea.
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Come arrivare a Herceg Novi
Herceg Novi non ha un aeroporto, ma è ben collegata. Gli scali di Tivat e di Dubrovnik, in Croazia, distano circa un’ora e un quarto, mentre quello di Podgorica, più lontano (circa due ore), è il più servito. Da ciascuno si raggiunge la città in taxi, in auto a noleggio o in autobus. Arrivando dalla Croazia, Herceg Novi è la prima città montenegrina che si incontra dopo il confine, il che la rende una comoda porta d’ingresso al paese.
Quando andare a Herceg Novi
Il periodo migliore per visitare Herceg Novi è la primavera (da maggio a giugno) o l’autunno (da settembre a ottobre), quando il clima è mite e piacevole, le giornate sono soleggiate e le spiagge non sono affollate. L’estate, tra luglio e agosto, è calda e vivace, perfetta per il mare ma con località molto frequentate. L’inverno resta dolce e luminoso — Herceg Novi è uno dei luoghi più soleggiati del Montenegro — e a fine stagione fredda regala la Festa della Mimosa, che vale da sola il viaggio.
Dove si trova Herceg Novi
Herceg Novi sorge proprio all’ingresso delle Bocche di Cattaro, sul versante settentrionale della baia, ai piedi del massiccio dell’Orjen, ed è la prima città che si incontra arrivando dalla Croazia, da cui dista una decina di chilometri. È questa posizione soleggiata e riparata, unita ai ripidi pendii terrazzati che salgono dal mare, a regalarle il clima mite, la vegetazione lussureggiante e le infinite scalinate che la caratterizzano, facendone la luminosa porta d’accesso alla Boka.









