Cosa vedere in Montenegro in 1 giorno

Permettetemi di iniziare con una confessione: quando qualcuno mi chiede cosa vedere in Montenegro in 1 giorno, la mia prima reazione è sempre un misto tra compassione e ammirazione. Compassione perché vi state negando almeno il 95% di ciò che questo paese ha da offrire, e ammirazione perché, beh, almeno ci state provando. È un po’ come entrare in una pasticceria francese con cinque minuti a disposizione: qualunque cosa scegliate, vi mancheranno comunque tutte le altre delizie.

Ma veniamo al dunque, perché il tempo, come abbiamo già stabilito, non è dalla vostra parte.

Cosa vedere in Montenegro in 1 giorno: due itinerari, una scelta

Quando si tratta di decidere cosa vedere in Montenegro in 1 giorno, vi troverete davanti a quella che io chiamo “la biforcazione esistenziale balcanica”. Dovrete scegliere tra due esperienze completamente diverse, entrambe magnifiche, entrambe capaci di farvi tornare a casa con quella fastidiosa sensazione di dover prenotare immediatamente un volo di ritorno.

Da una parte c’è la Baia di Kotor, con le sue fortificazioni medievali che si arrampicano sulle montagne come edera di pietra, e le sue acque calme che riflettono secoli di storia. Dall’altra c’è la costa di Budva, dove l’isolotto di Sveti Stefan sembra un dipinto rinascimentale che qualcuno ha dimenticato di finire e che, per nostra fortuna, è rimasto così, perfetto nella sua incompletezza.

La mia regola empirica? Se siete il tipo di persona che in vacanza ama perdersi in vicoli stretti e salire su antiche fortezze domandandosi come diavolo abbiano fatto a costruirle lassù senza i moderni mezzi di costruzione, scegliete Kotor. Se invece preferite quella combinazione di storia e splendore costiero, con un pizzico di dolce vita adriatica, Budva è la vostra destinazione.

APPROFONDIMENTO: Cosa vedere in Montenegro

Opzione 1: la baia di Kotor – dove le montagne incontrano il mare e decidono di restare

Kotor è una di quelle città che sembrano esistere in un loop temporale. Il centro storico, Patrimonio UNESCO dal 1979 – e credetemi, se l’hanno dichiarato tale c’è un motivo – è un labirinto di pietra calcarea dove ogni portone nasconde una storia, ogni piazza racchiude un segreto, e ogni gatto (perché ce ne sono moltissimi) vi guarderà come se sapesse qualcosa che voi non sapete.

Iniziate dalla Cattedrale di San Trifone, costruita nel 1166. Sì, avete letto bene: 1166. Mentre i vostri antenati stavano probabilmente cercando di capire come funzionava l’agricoltura, qualcuno qui costruiva questa meraviglia romanica. La facciata è un delizioso mix di stili – perché nel corso dei secoli ogni terremoto ha richiesto qualche restauro, e ogni epoca ha aggiunto il suo tocco personale. È come un album di famiglia architettonico.

Ma il vero pezzo forte della mattinata è la salita alla Fortezza di San Giovanni. Qui devo essere onesto con voi: sono 1.350 gradini. Non è una passeggiata. È un’escursione verticale che metterà alla prova il vostro rapporto con la gravità e con quella seconda brioche che avete mangiato a colazione. La salita richiede circa un’ora e mezza, a seconda del vostro livello di forma fisica e dalla frequenza con cui vi fermerete a riprendere fiato fingendo di ammirare il panorama.

Perché diciamocelo: vi fermerete spesso. Ma la bella notizia è che ogni punto della salita offre viste sempre più spettacolari sulla baia. È come se la natura avesse creato un sistema di ricompense progressive per motivarvi a continuare. “Guarda che vista! E non hai ancora visto niente…” sembra sussurrare il Montenegro ad ogni tornante.

Quando finalmente raggiungete la cima – e lo farete, perché a quel punto tornare indietro sembrerebbe uno spreco assurdo di sudore – la vista che vi aspetta è una di quelle che vi fanno capire perché le persone si ostinano a scalare montagne. Le bocche di Cattaro si distendono sotto di voi come un fiordo che si è perso e ha finito per fare amicizia con il Mediterraneo. Le montagne si tuffano direttamente nell’acqua, la città vecchia sembra un plastico perfettamente dettagliato, e potreste giurare di vedere la curvatura terrestre all’orizzonte.

Pomeriggio a Perast: il villaggio che il tempo ha dimenticato (in senso buono)

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Campanile della Chiesa di San Nicola (Perast)

Dopo essere ridiscesi dalla fortezza – discesa che è sorprendentemente più difficile della salita perché le vostre ginocchia si ricorderanno improvvisamente di avere un’opinione in merito – è tempo di spostarsi verso Perast. La cittadina dista circa 12 chilometri da Kotor, ma il viaggio lungo la strada costiera è parte integrante dell’esperienza. Ogni curva offre un nuovo scorcio sulla baia, ogni paesino che attraversate sembra dire “potresti fermarti anche qui, sai?”.

Perast è piccola. Voglio dire, davvero piccola. Ha una popolazione di circa 350 anime, due campanili barocchi che sembrano gareggiare per vedere chi tocca prima il cielo, e diciassette (qualcuno dice diciotto, ma non voglio entrare in dispute locali) palazzi storici che testimoniano un passato in cui questa cittadina era molto più importante di quanto la sua dimensione attuale possa suggerire.

Ma la vera ragione per cui siete qui – e siate onesti, l’avete vista nelle foto prima ancora di prenotare il viaggio – è l’isola della Madonna dello Scalpello. Quella piccola macchia di terra con la chiesa blu-grigia che sembra galleggiare sulla baia. Ecco il dettaglio affascinante: quest’isola è completamente artificiale. Nel corso dei secoli, i marinai di Perast hanno creato l’isola gettando pietre in acqua dopo ogni viaggio andato a buon fine. È un atto di devozione, superstizione e ingegneria navale folk tutto insieme.

Potete raggiungere l’isola con una delle piccole barche che partono continuamente da Perast. Il viaggio dura cinque minuti, giusto il tempo di sentirvi leggermente avventurosi e di scattare diciassette foto della stessa chiesa da angolazioni minimamente diverse. La chiesetta all’interno custodisce ex-voto, dipinti e una collezione di targhe d’argento donate dai marinai. È piccola, intima, e ha quel particolare fascino dei luoghi che non hanno bisogno di ostentare nulla per essere speciali.

Opzione 2: Budva e Sveti Stefan – glamour adriatico con contorno di storia

Se avete optato per Budva, la vostra giornata inizia nella Stari Grad, la città vecchia. A differenza di Kotor, che è tutta verticale e medievale, Budva ha un’atmosfera leggermente diversa: più aperta, più rivolta al mare, con quella particolare energia delle città costiere che sono state frequentate da mercanti, pirati, poeti e, più recentemente, turisti con macchine fotografiche molto costose.

La cittadella di Budva ha avuto una vita movimentata. È stata distrutta e ricostruita più volte, l’ultima dopo il devastante terremoto del 1979. Camminare per le sue stradine significa attraversare strati di storia: romana, veneziana, austriaca, jugoslava. È come sfogliare un libro di storia dove ogni capitolo ha lasciato un segno architettonico.

Non perdetevi la piccola fortezza sulla punta della penisola che offre viste magnifiche sulla baia e ospita spesso mostre d’arte contemporanea. C’è qualcosa di deliziosamente ironico nel vedere installazioni moderne in una fortezza del XV secolo, come se il passato e il presente avessero deciso di convivere pacificamente.

Pomeriggio a Sveti Stefan

E poi c’è Sveti Stefan. Se il Montenegro avesse un logo ufficiale, probabilmente sarebbe questo isolotto. È apparso in così tante copertine di riviste di viaggio, così tanti feed Instagram, così tante guide turistiche che ormai è diventato sinonimo del paese stesso.

Ma vederlo di persona è comunque un’esperienza che nessuna foto può completamente catturare. Questo villaggio fortificato del XV secolo, trasformato in resort di lusso negli anni ’60, è collegato alla terraferma da uno stretto istmo di sabbia rosa. E sì, ho detto rosa. La sabbia qui ha questa particolare tonalità che al tramonto diventa quasi surreale.

Ora, il piccolo dettaglio scomodo: l’isola è privata. A meno che non siate ospiti del resort (e abbiate budget da oligarca russo), non potrete metterci piede. Ma – e questo è un grande ma – la vista dall’esterno è altrettanto spettacolare. C’è un sentiero pubblico che costeggia la baia e offre angolazioni fotografiche da sogno. Al tramonto, quando la luce dorata colpisce quelle antiche mura di pietra, capirete perché tanta gente si ferma qui semplicemente a guardare.

Consigli pratici per sopravvivere e godersi la giornata

Sul noleggio dell’auto: se c’è un consiglio che vi darò con particolare enfasi, è questo: noleggiate un’auto. I tour organizzati hanno il loro fascino, certo, ma vi porteranno dove vogliono loro, quando vogliono loro, e dovrete sopportare la compagnia di altre venticinque persone che hanno tutte opinioni diverse su quanto tempo fermarsi in ogni posto. Con un’auto avete la libertà di improvvisare, di fermarvi a quel punto panoramico che avete visto all’ultimo secondo, di decidere che sì, volete assolutamente pranzare in quel ristorante dall’aspetto dubbio che si rivelerà avere il miglior pesce alla griglia della vostra vita.

Sui punti panoramici: la strada che collega Kotor a Budva (se decidete di combinare le due, ma ricordate: avete un solo giorno) è un susseguirsi di viste mozzafiato. Ci sono diversi punti di sosta lungo il percorso, e il mio consiglio è di usarli tutti. Portate con voi una buona macchina fotografica, o almeno assicuratevi che il vostro telefono sia carico.

Sul timing: iniziate presto. No, più presto. Le 8 del mattino non è troppo presto quando avete solo ventiquattr’ore. I siti turistici sono più tranquilli al mattino, la luce è migliore per le foto, e avrete finito la salita alla fortezza prima che il sole di mezzogiorno trasformi l’esperienza in una prova di sopravvivenza desertica.

La verità scomoda (ma necessaria)

Ecco la verità su cosa vedere in Montenegro in 1 giorno: qualunque cosa scegliate di fare, tornerete a casa con una lista mentale di “la prossima volta devo assolutamente…”. È inevitabile. Il Montenegro è quel tipo di destinazione che non si accontenta di essere visitata una volta. Si insinua nella vostra memoria, vi fa sognare ad occhi aperti durante le riunioni noiose, e prima o poi vi ritroverete a cercare voli su Google Flights alle due di notte.

Ma sapete cosa? Va bene così. Quel singolo giorno sarà un assaggio, un’anticipazione, una promessa di futuri ritorni. Vedrete quell’alba sulle montagne di Kotor, o quel tramonto su Sveti Stefan, e capirete perché questo piccolo paese balcanico ha così tanto da offrire nonostante le sue dimensioni modeste.

Il Montenegro ha quella particolare qualità di farti sentire sia avventuroso che rilassato, sia stupito che a casa. È un paese dove le montagne letteralmente toccano il mare, dove la storia è così presente che potresti inciamparci, e dove ogni curva della strada promette una nuova sorpresa.

Quindi sì, un giorno è poco. È ridicolmente poco. Ma sarà un giorno che ricorderete, e che probabilmente vi convincerà a tornare con più tempo, più curiosità, e forse con scarpe più comode per salire quelle maledette scale di Kotor.